Viterbo – (g.f.) – Valle Faul, rispunta l’apertura di un altro fornice per migliorare la viabilità e l’accesso in città.
Oggi i mezzi passano tutti dall’unico varco, la porta. Un paio d’amministrazioni fa, fu lanciata l’idea di aprire un secondo accesso, evitando le code in entrambe le direzioni, dal momento che attualmente il passaggio non consente il doppio senso di marcia.
Del progetto non se ne fece più nulla, ma oggi si ripresenta rivisto e corretto. Non più per il traffico automobilistico, ma per quello pedonale.
Rientra fra le opere previste nel piano integrato di riqualificazione dell’ex gazometro, struttura in abbandono destinata a ospitare la nuova sede Unindustria e servizi connessi. Ieri in terza commissione è stato approvato all’unanimità il piano di convenzione fra privati e comune.
“Sono soddisfatto – spiega l’assessore all’Urbanistica Alvaro Ricci – per l’approvazione del documento e la tempistica con cui è stato dato il via libera. Conto entro ottobre di completare l’iter, con il passaggio in consiglio comunale.
Il punto sarà inserito e auspico, discusso in una delle prossime sedute in programma”
Il recupero dell’ex gazometro, partito dalla precedente amministrazione, ha subito diverse modifiche sotto il profilo delle opere pubbliche da realizzare da parte dei costruttori. “Siamo riusciti a inserire – ricorda Alvaro Ricci – oltre all’apertura del fornice, anche la riorganizzazione della viabilità fuori e dentro la valle, inoltre il recupero della casa che si trova a ridosso della porta stessa, oggi in condizioni fatiscenti, oltre al recupero funzionale di porta Faul”.
Restano il recupero delle mura nei pressi della porta e nella parte che delimita l’ex gazometro.
Mentre per il nuovo passaggio rimane da definire se sarà utilizzato per le auto, rendendo la porta pedonale o quest’ultima rimarrà riservata alle vetture e il nuovo ai pedoni.
La somma prevista per le opere pubblica è stato calcolato che si aggiri tra i 200 e i 220mila euro e quindi in linea con il costo per la variante al piano regolatore, di quasi 211mila euro.
Le opere dovranno essere realizzate entro tre anni dall’approvazione dei relativi progetti.
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