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Viterbo - Polizia - La difesa chiede il rito alternativo, con perizia psichiatrica

Violenze sulla nipotina, l’86enne chiede l’abbreviato

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L'avvocato di parte civile Stefania Sensini

L’avvocato dell’86enne, Stefania Sensini

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Viterbo – Era stata costretta a filmare le violenze sessuali del nonno perché nessuno le credeva.

L’86enne era stato arrestato a maggio per i presunti abusi continuati sulla nipote, andati avanti per tre anni, da quando la ragazzina ne aveva solo 9. Oggi ne ha 12.

Il pm Renzo Petroselli, titolare dell’indagine, ha voluto il processo subito: giudizio immediato senza passare per l’udienza preliminare. La difesa ha chiesto il rito abbreviato, condizionato a una perizia psichiatrica.

L’avvocato Stefania Sensini, che assiste l’anziano, vuole sapere se nel suo assistito sia potuta intervenire una qualche patologia di natura psichica. “Parliamo di una persona fino a oggi conosciuta da tutti come integerrima e rispettabile, segnata da evidenti problemi di salute”, spiega il legale. L’anziano non cammina: per spostarsi si muove solo con l’aiuto del bastone.

La difesa aveva chiesto fin dall’interrogatorio di garanzia davanti al giudice accertamenti neurologici sull’anziano, sempre puntualmente rifiutati. Così come le istanze di revoca della misura cautelare: l’86enne è agli arresti domiciliari da quattro mesi.

Stando a quanto emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero coincisi con un particolare periodo della vita della piccola: la separazione dei genitori. Affidata al nonno dal 2011, la bambina avrebbe raccontato di “certe situazioni strane che era costretta a subire”. Nessuno, almeno all’inizio, avrebbe dato peso alle sue parole.

C’era chi pensava che fosse la madre a istigarla per fare un dispetto all’ex marito, figlio dell’86enne. Inascoltata dalla famiglia, avrebbe confidato le violenze ad alcune amichette che ne avrebbero poi parlato a casa con i genitori. La ragazzina aveva comunque preso la coraggiosa decisione di filmare gli abusi col telefonino, quando rimaneva sola in casa con il nonno. Le violenze sarebbero avvenute nella camera da letto dove lei, con un escamotage, nascondeva il telefonino vicino al letto per riprenderle. Il nonno l’avrebbe anche minacciata di andare in collegio, se avesse parlato.

Grazie ai filmati, è scattata la segnalazione ai poliziotti della squadra mobile, che hanno avviato le indagini tra fine marzo e i primi di aprile del 2014. Quindi, l’arresto a maggio.

A breve, sarà fissata l’udienza per discutere se l’86enne potrà essere ammesso al rito abbreviato condizionato oppure no. In caso contrario, la difesa sceglierà il processo ordinario.


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16 settembre, 2014

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