Bomarzo – Dopo la recente escursione guidata al Parco Naturalistico-Archeologico di Vulci e al Museo Nazionale Archeologico sito al suo interno, per la giornata di domenica 28 settembre la delegazione provinciale del Fai (Fondo ambiente italiano) promuove una nuova visita.
Come sempre rivolta a quanti desiderino conoscere le meraviglie storico-artistiche e ambientali della Tuscia, pur senza rinunciare al supporto di guide esperte e ad un clima di serena e garbata convivialità, l’iniziativa sarà stavolta dedicata alla scoperta del Sacro Bosco di Bomarzo.
In occasione della visita, e grazie alla cortese disponibilità dello storico dell’arte Andrea Alessi (studioso già noto agli specialisti per il suo significativo contributo alla stesura del volume a cura di Sabine Frommel ed intitolato “Bomarzo: il Sacro Bosco” ed. Electa, 2009), i partecipanti potranno inoltre cogliere l’occasione per approfondire ulteriormente aspetti e informazioni riguardanti il sito.
Si inizierà alle 16 (ritrovo alle 15.30 nel parcheggio antistante l’ingresso al sito) e alla rendicontazione delle vicende storico-artistiche legate al parco sarà combinata quella delle peculiarità botaniche che ne connotano gli aspetti paesaggistici e ambientali.
La quota prevista per la partecipazione è di 8 euro a persona per i tesserati Fai e di 10 euro a persona per i non tesserati.
Cosa: escursione guidata al Sacro Bosco di Bomarzo
Dove: Bomarzo (VT).
Quando: domenica 28 settembre 2014; ore 15:30 ritrovo nel parcheggio antistante l’ingresso al parco; ore 16:00 inizio visita.
Quota di partecipazione per singola persona: Euro 8,00 per tesserati FAI, euro 10,00 per non tesserati.
Per informazioni e prenotazioni scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: delegazionefai.viterbo@fondoambiente.it
Brevi notizie sul Sacro Bosco di Bomarzo
Unico nel suo genere, e tra i più suggestivi non solo del Viterbese ma dell’intero territorio nazionale, il Parco dei Mostri – questo il nome popolare del Sacro Bosco – è il risultato dell’originale vivacità intellettuale di Vicino Orsini, signore di Bomarzo dal 1542 al 1585, il quale ne commissionò la realizzazione dedicandolo a sua moglie Giulia Farnese.
Nel secondo Cinquecento, l’impresa dell’Orsini diede luogo ad un complesso monumentale e botanico dall’assetto oggi solo in parte fedele all’originario e al cui interno emergono, tra il verde di piante secolari e sentieri ombrosi, grosse statue in peperino di animali mostruosi e personaggi fantastici, ma anche architetture bizzarre e un piccolo teatro.
L’eccezionale natura fantastica e simbolica del Sacro Bosco ha attirato e continua ad attirare l’attenzione di artisti e intellettuali di tutto il mondo. Dopo un lungo oblio durante il quale la vegetazione spontanea prese il sopravvento sull’ordine del giardino, la notorietà del sito orsiniano fu verosimilmente rilanciata da Salvador Dalì: perlustrato il Sacro Bosco nel 1938, l’artista lo definì nei termini di un’ invenzione storica unica. Il restauro e la costante manutenzione del Parco iniziarono invece con l’operato di Giovanni Bettini e di sua moglie Tina; furono infatti loro due ad acquistare l’intera area nel 1954.
Il Parco, a tutt’oggi proprietà degli eredi Bettini, è aperto al pubblico sette giorni su sette, dalle ore 8:00 al tramonto. Ingresso a pagamento.
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