Montalto di Castro – 2765 firme. E la raccolta continua.
Daniela Scatolini porta avanti la sua battaglia per la valorizzazione del presidio sociosanitario di Montalto di Castro. Ma non è più sola.
Nelle scorse settimane, in tanti hanno sposato il suo progetto di arricchire la struttura già esistente nella cittadina marittima, dotandola di una serie di servizi che mancano. Dalla postazione fissa di primo soccorso al potenziamento del cup, fino all’ampliamento dell’offerta sanitaria con una turnazione di specialisti in varie branche della medicina.
La filosofia di fondo è avvicinare la sanità al paziente. Evitare inutili spostamenti per una prenotazione, quando basterebbe una telefonata. Se il presidio sociosanitario diventa autonomo, il malato non dovrà più macinare chilometri per una visita.
Lo sa bene Daniela, costretta in carrozzella da una diagnosi tardiva a 45 anni. E lo sanno bene anche a Pescia Romana. “Soprattutto qui il progetto sta avendo successo – afferma Daniela -. La frazione non può contare su una guardia medica. Il pediatra c’è solo una volta a settimana, così come il medico generico, presente appena per due ore a settimana. Siamo di fronte a una scopertura sanitaria pressoché totale. Con i cittadini costretti a spostarsi per qualunque necessità”.
Le firme sono state portate in comune a Montalto e protocollate il 24 settembre. Ma dall’amministrazione comunale, nessuna notizia.
“La raccolta firme è stata un modo di dare voce ai cittadini – afferma Daniela Scatolini -. Adesso il comune non può non ascoltarci. Siamo in 2765 a chiedere una sanità migliore per Montalto di Castro e Pescia Romana. Tra non molto, saremo ancora di più: in tanti ci hanno chiesto di dare loro la possibilità di firmare, perché non sono riusciti a passare allo stand nei giorni di raccolta. Andremo ancora avanti. Ma già adesso, l’amministrazione comunale non può permettersi di ignorarci”.
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