Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L’esposizione è stata concepita allo scopo di evidenziare l’importanza e la bellezza di uno degli ultimi tesori dell’Africa

“Dancalia terra di conquista”, bene la mostra di tassi

Condividi la notizia:

Dancalia terra di conquista - I visitatori brasiliani alla mostra

Dancalia terra di conquista – I visitatori brasiliani alla mostra

Dancalia terra di conquista -L'inaugurazione della mostra

Dancalia terra di conquista -L’inaugurazione della mostra

Dancalia terra di conquista -Tassi con alcuni ospiti

Dancalia terra di conquista -Tassi con alcuni ospiti

Dancalia terra di conquista -Italiani nati e vissuti ad Asmara

Dancalia terra di conquista -Italiani nati e vissuti ad Asmara

Dancalia terra di conquista -Tassi con i fotografi Pagnanelli e Rigon

Dancalia terra di conquista -Tassi con i fotografi Pagnanelli e Rigon

Viterbo – Ci sono Tony e Kate da Minneapolis (Usa) che, a bordo della loro mountain bike, girano l’Italia. Poi Hann e Darry, da Gerusalemme, Susanna da Amsterdam, Anna, Eugeniia e Dimitri dalla Russia, Katie dall’Inghilterra, Assunta dal Lussemburgo, Vanessa e Ricardo dal Brasile. Ma anche Catia da Pontedera, Emanuele da Trieste, Luigi da Potenza, Liliana da Padova.

“Dancalia, terra di conquista”, mostra reportage del giornalista Gianni Tassi, chiude i battenti con successo e con visitatori provenienti da ogni parte del mondo e dell’Italia, oltre ai viterbesi che hanno calcato le sale del Museo della Ceramica di Viterbo dove la mostra fotografica è stata ospitata dal 20 settembre a 12 ottobre.

L’esposizione è stata concepita allo scopo di evidenziare l’importanza e la bellezza di uno degli ultimi tesori dell’Africa, al confine tra Etiopia ed Eritrea, che tra dieci anni potrebbe non esistere più.

Cinquanta ingrandimenti fotografici – la maggior parte a colori, qualcuno in bianco e nero – e tre pannelli esplicativi per raccontare un pezzo di Africa che adesso rischia di sparire per sempre sotto i colpi dello sfruttamento minerario senza scrupoli delle multinazionali.

Ognuno di questi visitatori ha voluto lasciare, oltre la propria firma, anche un pensiero: “Grazie per avermi esposto una realtà che non conoscevo” dice Meso da Firenze; “L’Africa è un paese che va raccontato, complimenti una mostra favolosa” dice Cristiana da Viterbo. E ancora: “Bellissime foto scelte da un occhio sensibile”, “Una realtà del mondo così lontana dal nostro modo di vivere ma così vicino geograficamente”, “Dancalia è sorprendente per la qualità delle foto oltre che dalla singolarità del luogo”, “Oggi si chiude una delle mostre più belle e significative che mi sia mai captato di vedere, voglio ringraziare l’autore che è riuscito a farmi conoscere, attraverso i suoi occhi, un mondo che non mi capiterà mai di poter guardare con i miei”.

A far visita alla mostra anche quattro italiani over 70 nati ad Asmara e vissuti per oltre 30 anni in Etiopia partiti da Roma sabato 4 ottobre per tornare a vedere coi propri occhi quei luoghi in cui hanno lasciato un pezzo della loro gioventù.

“Sono davvero molto lusingato dal successo riscosso di questa mostra – afferma Gianni Tassi – il mio scopo era quello di raccontare una storia che pochi hanno la possibilità di conoscere, per le difficoltà oggettive di raggiungere un luogo che d’estate tocca i 56 gradi e anche perché è una regione in cui le popolazioni locali sono da sempre in lotta. Mi preme ringraziare Fondazione Carivit, Comune di Viterbo, Associazione stampa romana, Università della Tuscia, Associazione Phot Art e Provideo che hanno creduto nella bontà del progetto. E ultime, ma non per importanza, Silvia, Cristina, Valentina e Anna, della cooperativa Girolamo Fabrizio che gestisce il Museo della Ceramica, le quali con la loro professionalità e gentilezza hanno reso possibile l’ottima riuscita della mostra”.

“Apprezzo il grande successo dell’esposizione – aggiunge Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit – aperta a far conoscere realtà sconosciute ma così importanti sulla scena mondiale. Tassi ci ha aperto nuovi orizzonti e noi come Fondazione apprezziamo la qualità della mostra che ha trovato nel Museo della Ceramica un palcoscenico ideale. Speriamo di replicare l’esperienza nel futuro”.


Condividi la notizia:
14 ottobre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/