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Salute - Diabete - Strisce e aghi, lo Stato ne paga una quantità limitata ogni tre mesi, il resto lo compra il paziente - La denuncia su Facebook dell'avvocato Giuseppe Picchiarelli: "Diritto alla salute limitato"

“Mi negano il materiale di controllo e io rinuncio a curarmi”

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L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli

Orte – Diabete, quanto mi costi.

Un malato che supera le quantità di prodotti diagnostici a carico dello Stato, deve pagare. E il conto è salato: una confezione di strisce reattive per 50 misurazioni di glicemia costa 87 euro e dura dai sette ai dieci giorni.

Così è. Perché dove non arriva il servizio sanitario nazionale devono per forza arrivare le tasche dei malati. Altrimenti, niente cure.

Giuseppe Picchiarelli, avvocato di Orte, si sfoga su Facebook. “Sono diabetico e per comprare dei farmaci che sono ritenuti indispensabili per la cura del diabete e per la prevenzione di eventuali complicanze ho bisogno di un piano terapeutico da parte del diabetologo. Fin qui tutto normale. Il problema – scrive l’avvocato sul social network – è che questo piano terapeutico ha dei limiti dal punto di vista della quantità del materiale da acquistare (aghi, strisce reattive per glucometro ecc). In sintesi il mio diritto alla salute e alla vita è quantitativamente limitato (posso curarmi solo fino a quando non ho finito le strisce reattive o gli aghi per il pungidito)”.

E se ha bisogno di più materiale del previsto? O meglio, più della quantità di strisce e aghi pungidito trimestrali a carico del servizio sanitario? “Oggi ho esaurito le strisce – racconta sul suo diario virtuale – e mi negano le strisce per il glucometro dicendo che risulta dal sistema informatico che le ho acquistate il 26 luglio e quindi non potrò acquistarne fino al 26 ottobre. Ho deciso che rinuncerò a curarmi fino al 26 ottobre”.

In Italia sarebbero circa tre milioni le persone affette da diabete. Una quantità in costante aumento a livello planetario, al punto che l’Organizzazione mondiale della sanità prevede un raddoppio dei diabetici entro il 2025.

Secondo siti di informazione specializzati, In Italia, ciascun paziente costa al Servizio sanitario nazionale sui 2589 euro l’anno; le terapie rappresentano il 9 per cento del bilancio, ovvero circa 8,26 miliardi di euro ogni anno. Cifre pesanti. Che, comunque, non sempre bastano a coprire per intero le spese di un malato. Un diabetico, del resto, non può fare a meno del suo kit di rilevazione della glicemia. Prudenza, prevenzione e autocontrollo sono la chiave per evitare l’insorgere di complicanze. Ma come si può fare prevenzione se la quantità di strisce rimborsate è limitata? E come può un diabetico cercare di gravare meno sul bilancio della sanità, se non può controllarsi di frequente?

D’altra parte, Picchiarelli si chiede se “sia normale che in un paese in cui assistiamo alle peggiori ruberie, alle peggiori nefandezze, al peggior utilizzo dei beni e delle risorse pubbliche, debba essere io a sentirmi ‘un peso’ semplicemente perché voglio curarmi. Qualcuno mi spieghi perché io, che non ho scelto di essere malato cronico, devo pagare le spese per il debito della sanità pubblica, mentre chi lo ha causato sperperando i nostri soldi percepisce il vitalizio. Spiegatemi, così forse mi convinco che sbaglio io”.


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1 ottobre, 2014

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