Viterbo – (g.f.) – Dario Franceschini ieri a Viterbo ma sabato pomeriggio sarà a Firenze.
Fra quelli che nel Pd discutono sul sì o no alla Leopolda, il ministro ai Beni culturali appartiene al primo gruppo e approfitta della sua visita a Viterbo per dirlo (fotocronaca: Dario Franceschini a palazzo dei Priori – slide).
La mattina sarà a Venezia e il pomeriggio a Firenze.
Ieri, invece, è stato di nuovo ospite della città dei Papi. A palazzo dei Priori, intervistato dai direttori di Panorama e TgCom24, Giorgio Mulè e Alessandro Banfi.
La sala Regia ha accolto iniziative più partecipate. Un’ottantina i presenti, molti sono addetti ai lavori, poi ci sono i rappresentanti istituzionali e politici. In prima fila il sindaco Leonardo Michelini a fare gli onori di casa, insieme a consiglieri e assessori.
Una chiacchierata piacevole, con il finale sulla Leopolda.
“Sabato pomeriggio sarò a Firenze – dice Franceschini – non c’è niente di nuovo, le diverse aree nel Pd ci sono sempre state e se da un’iniziativa del genere usciranno nuove idee, ben vengano”.
Poca politica e molta cultura nel suo intervento. A cominciare dal patrimonio italiano non valorizzato.
“Perché finora abbiamo sempre pensato – dice il ministro – che comunque i turisti vengono lo stesso. Non è più così.
Oggi vogliono motivi per viaggiare. Oltre al patrimonio, la cultura, i musei, cercano shopping, enogastronomia.
Noi questi fattori li abbiamo tutti, ma non riusciamo a farli incrociare”.
Quindi la legge che ha rispolverato, sulla possibilità di pagare tasse con opere d’arte. “Lo Stato deve puntare ad arricchire il proprio patrimonio, spogliato nei secoli.
Soldi ce ne sono pochi, questo è un sistema. Ovvio che la legge va applicata in modo intelligente. Si acquisiscono opere solo se ha un senso e dopo valutazione economica”.
Poi il problema delle infrastrutture che frenano lo sviluppo turistico. La Tuscia ne sa qualcosa. “Stasera ho rischiato d’arrivare con un’ora di ritardo. E’ un ostacolo reale, da superare con interventi importanti e nell’immediato favorendo la promozione.
Immagino le linee ferroviarie. Anche qui ce n’è una con tante stazioni piccole che sono fantastiche.
Immaginiamo un utilizzo a scopi turistici che ricaduta avrebbe”.
I visitatori vanno invogliati rimanere. A Viterbo c’è molto mordi e fuggi.
“Offrendo loro non solo cultura, ma anche buon cibo, shopping, attrattive. Va fatto sistema.
Viterbo e provincia sono un terreno formidabile, ad esempio, per gli hotel diffusi. Interi borghi ristrutturati, dove riportare attività artigianali e in cui le camere sono le case e la hall, la piazza.
I turisti rimarrebbero a bocca aperta”.
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