Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì 9 ottobre si è svolta l’assemblea dei lavoratori per affrontare il tema della riforma del lavoro promossa dal governo Renzi e dei 22 licenziamenti dichiarati dalla Catalano.
Dall’assemblea, organizzata dalla Filctem Cgil di Viterbo, è emersa rabbia e preoccupazione per l’atteggiamento del Governo che vuole declassare le tutele dei lavoratori.
Il pensiero è unanime: l’accanimento verso le tutele dei più deboli, i lavoratori, non rafforza i lavoratori di domani e indebolisce quelli di oggi. Provvedimenti, quelli di Renzi, che non affrontano i problemi veri della crisi.
La flessibilità, predicata e perseguita dai governi degli ultimi 25 anni, sembrava essere la soluzione per la ripresa occupazionale. Cosi non è stato. Si ripropongono vecchie ricette che non risolveranno il problema occupazionale e di impresa, e ancora una volta a pagare saranno i lavoratori.
Per queste ragioni i lavoratori della Catalano hanno deciso di partecipare alla manifestazione del 25 Ottobre indetta dalla Cgil.
Stessa determinazione per la situazione dei licenziamenti Catalano.
L’assemblea dei lavoratori ha espresso un giudizio unanimemente negativo rispetto alla scelta della Catalano di riproporre altri 22 esuberi da licenziare, dopo le vicende dell’ultimo anno che ha già visto 33 licenziamenti.
La collera dei lavoratori nasce dal fatto che gli esuberi di personale sono determinati dalla chiusura di reparti necessari alla produzione, tant’è che l’attività viene appaltata, e all’acquisto di prodotti dalla Turchia.
A nulla sono valse le sollecitazioni fatte dalla RSU all’azienda nel corso del 2014 per definire interventi organizzativi e produttivi necessari al mantenimento delle attività e al recupero della produzione appaltata.
L’atteggiamento della Catalano è sempre stato dilatorio e noncurante delle proposte di ottimizzazione avanzate dal sindacato aziendale per rendere più competitiva la produzione aziendale e scongiurare i licenziamenti.
Inoltre è possibile, in alternativa ai licenziamenti, attivare il contratto di solidarietà o la cassa integrazione, per attendere, senza determinare condizioni di sofferenza per le famiglie dei lavoratori, la paventata ripresa.
Per tali ragioni i lavoratori all’unanimità hanno deciso lo sciopero ad oltranza nel caso l’azienda confermi i 22 licenziamenti.
Filctem Cgil
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