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Viterbo - L'assessore all'Ambiente Paolo Equitani interviene sulla questione degli oli esausti

“Mancato uso dei contenitori, la provincia non c’entra”

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L'assessore provinciale Paolo Equitani

L’assessore provinciale Paolo Equitani 

Palazzo Gentili sede della Provincia

Palazzo Gentili sede della Provincia 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Sulla questione dei contenitori per la raccolta degli oli esausti non utilizzati dai Comuni e abbandonati, è necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità, perché in questa storia le rispettive competenze sono ben chiare e delineate”.

L’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani interviene sulla vicenda in ordine al mancato utilizzo dei contenitori assegnati ai Comuni per la raccolta e al presunto spreco degli 800mila euro stanziati per favorire l’avvio del sistema.

“La Provincia di Viterbo grazie a un finanziamento regionale – ricorda Equitani – ha promosso su tutto il territorio la raccolta e il riuso degli oli esausti, con l’obiettivo di impedire che il loro smaltimento nei lavandini o nei water come solitamente avveniva ed avviene, possa causare disfunzioni agli impianti di depurazione. Attraverso il recupero e la rigenerazione degli oli esausti è possibile poi ricavare olio lubrificante e biodisel.

Abbiamo pertanto organizzato diversi incontri con i Comuni, fissando i criteri di assegnazione dei contenitori per la raccolta in base al numero di abitanti, così come la distribuzione dei recipienti da tre litri circa per ogni famiglia. I Comuni avrebbero poi dovuto provvedere all’organizzazione del servizio, alla distribuzione dei recipienti alle singole famiglie e ad individuare le piazzole in cui collocare i contenitori per la raccolta.

Se poi i Comuni per disservizi di carattere organizzativo o per altre motivazioni non hanno provveduto alla consegna dei recipienti, si tratta di una grave mancanza che non può essere certamente addebitata alla Provincia”.

Tuttavia l’assessore tiene a precisare: “Come Provincia – fa sapere – non ci siamo affatto lavati le mani della cosa, ma anzi abbiamo sollecitato più volte i Comuni ad attivare il sistema di raccolta.

Nei giorni scorsi i nostri uffici hanno provveduto a diramare una nota a tutti i sindaci contenente un’esplicita richiesta di chiarimento per poter conoscere, in ogni singolo comune, lo stato della situazione. Situazione che fra le altre cose, è costantemente monitorata dalla Polizia provinciale. Tutto ciò che rientra nelle nostre competenze lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo – aggiunge ancora Equitani – ma non possiamo sostituirci ai Comuni. E’ di competenza comunale infatti l’organizzazione del sistema di raccolta sul territorio”.

Equitani poi conclude intervenendo anche sulla questione dei microchip: “La Provincia non è in causa con nessuno – precisa – e non ha contenziosi in atto, tali da motivare la mancata partenza del servizio per il mancato utilizzo dei microchip.

Per altro il funzionamento o meno dei microchip non vincola in alcun modo l’avvio della raccolta, visto che si tratta di uno strumento pensato per monitorare l’utenza di riferimento e dunque non fondamentale ai fini dello svolgimento del servizio. I microchip potranno anche essere attivati successivamente.

Ad ogni modo, anche in seguito alle ultime segnalazioni, ci attiveremo per intensificare i controlli e per sollecitare il rapido avvio della raccolta da parte dei Comuni che ancora non hanno provveduto a farlo”.

Provincia di Viterbo


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29 ottobre, 2014

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