![]() Delli Iaconi, Saraconi e Menghini in commissione ![]() Sergio Insogna, Maurizio Tofani e Chicco Moltoni ![]() Daniela Bizzarri e Maria Rita De Alexandris alle prese col bando della Macchina ![]() La minoranza in commissione ![]() La commissione sul bando di santa Rosa ![]() Stefano Menghini ![]() Aldo Fabbrini segue in commissione la lettura del bando ![]() Antonio Delli Iaconi e Raffaela Saraconi ![]() Gianluca De Dominicis segue in commissione la lettura del bando |
Viterbo – (g.f.) – Nuova Macchina di santa Rosa, c’è il bando, ma le polemiche non si placano.
In commissione congiunta, seconda e quarta, oggi pomeriggio lettura del documento. Non a tutti piace. Tanto per cominciare nel numero previsto per la commissione chiamata a scegliere il vincitore.
In numero dispari, massimo sette secondo il bando. Ma dalla minoranza fanno notare, il numero non è giusto. L’articolo 84 del codice degli appalti parla di numero dispari, massimo cinque.
“L’avevate detto voi – ricorda Santucci – in consiglio comunale”.
Non solo. “Sul bando – continua Santucci – chiedo il parere di conformità al segretario generale. Le linee guida approvate in consiglio comunale non dicevano quanto c’è stato letto dal dirigente”.
In consiglio domani, interrogazione al segretario.
La commissione sarà composta da esperti del settore, ingegneri, architetti, esperti di storia, tradizioni popolari e religiose di Viterbo. Tecnici e professori universitari. Da quello che si capisce, niente facchini di santa Rosa o rappresentanti della curia.
“Verificheremo – precisa il dirigente Menghini – nei sessanta giorni di tempo che abbiamo, se esistono deroghe, vista la particolarità del tema trattato”.
Giulio Marini (FI) s’inalbera. La risposta non lo soddisfa. “Il comune ha scelto di procedere con un appalto vero e priori – spiega Marini – quindi valgono le regole del codice degli appalti. Non possono essere più di cinque e non sono possibili deroghe”.
Come mai si prova ad allargare il numero di commissari? “Così facendo – osserva De Dominicis (Movimento 5 stelle – vi lasciate aperta una finestra aperta per inserire figure non riconducibili ad articolo 84 del codice degli appalti”.
Mentre Marini insiste: “Mi sembra strano che il dirigente Menghini – continua Marini – per come lo conosco, possa sbagliare su una cosa del genere. Non capisco. Se sono cinque sono cinque. Strano che li abbia messi sette. C’è qualcosa che è stato soggettivamente argomentato in modo diverso e non chiaro”.
Il bando sarà pubblicato per sessanta giorni, quindi la commissione avrà trenta giorni di tempo per decidere, termine non perentorio, quindi altri trenta serviranno per il progetto esecutivo. Infine partirà l’appalto europeo per cinquanta giorni, per arrivare all’assegnazione.
Il documento discusso oggi prevede un costo massimo di 500mila euro per la costruzione. Possono partecipare singole persone o in associazione.
Il progetto deve rimanere anonimo, con il divieto di divulgarlo prima dell’esito della commissione, pena l’esclusione.
In fase di valutazione, cinquanta punti andranno alla creatività, ovvero valutazioni su armonia, estro creativo, quindi 25 punti per la qualità generale, ovvero il processo produttivo e il tipo di materiali e altri 25 punti per la fattibilità tecnica, le tecnologie utilizzate e la facilità nell’assemblaggio.
Passati i sessanta giorni, nella prima seduta pubblica si apre la prima delle due buste in cui devono essere consegnate le proposte, quindi si passa alla valutazione e l’ultima seduta, sempre pubblica, assegna i punteggi, decretando il vincitore.
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