Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In relazione alle recenti polemiche scaturite dalle dichiarazioni di due ex assessori di Provincia e Comune, Daniele Sabatini e Paolo Bianchini, Arci Comitato Provinciale e Arci Solidarietà Viterbo intendono intervenire per fare chiarezza sull’argomento trattato in maniera superficiale e demagogica.
Nella discussione pubblica sinora portata avanti, manca un dato oggettivo: dal 2004 il comune di Viterbo è entrato a far parte della rete Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituita oggi da 415 enti locali e istituita nel 2001 dal ministero dell’interno, che accoglie in tutta Italia circa 20mila persone mettendo in atto un servizio di accoglienza integrata che non prevede il solo vitto e alloggio, ma è coadiuvato da misure di accompagnamento e di orientamento al fine di costruire percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Tale servizio è realizzato da Arci Solidarietà Viterbo, ente gestore del progetto Sprar, in piena collaborazione con il Comune di Viterbo e con altri sei comuni della Provincia di Viterbo. Questo intervento è sempre stato progettato cercando di mettere in sinergia gli enti locali nei confronti di un fenomeno che vede coinvolte milioni di persone che fuggono dai propri territori per ragioni di natura diversa.
I comuni in questione peraltro non si addossano oneri finanziari nell’attuazione di questo programma, dando invece disponibilità a sostenere il percorso di integrazione che è un dovere civico e una forma di espressione alta di responsabilità e umanità.
Attualmente, oltre all’accoglienza messa in atto dallo Sprar, a seguito dell’alto numero di ingressi di richiedenti asilo nel nostro paese è in atto un servizio di prima accoglienza gestito da Arci Solidarietà Viterbo in collaborazione con la prefettura, e totalmente finanziato da fondi ministeriali, che attualmente vede accolti 27 richiedenti asilo.
Siamo rattristati dalla superficialità e dalle forme con il quale questo dibattito viene portato avanti da alcuni soggetti sociali, senza pensare alle conseguenze che potrebbero provocare, in questo momento di grande difficoltà, nell’opinione pubblica. Il momento di crisi economica che affronta l’Italia come molti altri paesi, non è addossabile al fenomeno migratorio che è globale e strutturale.
E’ miope e irresponsabile imputare ad altre cause l’incapacità che sovente l’attuale sistema politico dimostra nel mettere in campo azioni efficaci per rispondere alle esigenze delle persone nel nostro paese e nelle nostre città.
Arci Viterbo
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