Viterbo – (g.f.) – Sensori per il controllo dei piccioni.
Soprattutto nel centro storico proliferano e la presenza dei volatili, oltre che poco gradita è anche fastidiosa, quando non un vero e proprio problema.
Il progetto dell’università commissionato dal comune dovrebbe aiutare a tenere sotto controllo la situazione.
La prima parte sarà presentata in terza commissione nel giro di due settimane. Da quel momento, dalla fase conoscitiva, si dovrà passare a quella operativa.
Anche se dalla teoria alla pratica, non è così semplice come potrebbe sembrare.
Fra le ipotesi del progetto c’è quello di un monitoraggio attraverso l’uso di sensori, per capire i punti dove i piccioni vanno a dormire e quindi prevedere un’eventuale cattura.
Sfatato, invece, il mito dei mangimi che impediscono la procreazione.
“Non funzionano come si pensa – spiega l’assessore Alvaro Ricci – perché l’effetto sterilizzante è temporaneo e andrebbero alimentati sempre, altrimenti continuerebbero a proliferare”.
Senza considerare i costi che un simile trattamento “a vita” comporterebbe. A chi è costretto a una convivenza forzata con gli scomodi vicini di tetto, non resta che sperare nel progetto di prossima presentazione.
Anche se nel frattempo, qualcosa per migliorare la situazione può essere fatta. Intanto eliminando cattive abitudini.
Non gettare molliche dalla finestra e men che meno dare loro da mangiare e in caso di cavità nelle mura, fare in modo d’impedire che i piccioni ne facciano la loro casa. In attesa che li cacci il comune, un avviso di sfratto può partire anche dal singolo cittadino.
Chiudendo ogni fessura una volta per tutte.
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