Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – All’indomani delle elezioni amministrative che consentirono – per la prima volta – a una compagine di centrosinistra di conquistare il comune di Viterbo Sel confermò l’intenzione di sostenere il programma della coalizione e chiedeva a Michelini di esserne garante. Nonostante la presenza di esponenti dichiaratamente e politicamente distanti dalle nostre posizioni.
Questo consapevoli che la maggioranza rischiava di non essere coesa e unita anche a fronte delle dichiarazioni di Viva Viterbo – aggiuntasi dopo il primo turno – di voler avere un ruolo diverso e di avere un proprio programma. Questa ambiguità non è stata ancora risolta.
La situazione è divenuta via via più complessa a fronte di una dinamica di confronto interna che se da una lato “esaltava” la propensione dei singoli (assessori o consiglieri) a agire troppo spesso in modo autonomo ed autoreferenziale, dall’altro rende critico il confronto tra giunta e consiglio. Approssimazione e veti incrociati rendono la programmazione difficile. Il lavoro di mediazione Michelini è difficile.
Sono state fatte scelte coraggiose, occorre riconoscerlo. Sul piano urbanistico e sulla gestione finanziaria questa amministrazione ha posto basi importanti per distanziarsi dalla cattiva gestione delle precedenti esperienze di governo. Tra le altre cose importante il lavoro sul riassetto scolastico che pone in primo piano – per la prima volta a Viterbo – il tema della riorganizzazione degli spazi e dei tempi tra centri storici e periferie.
Purtroppo non possiamo ritenerci ancora soddisfatti per quanto è stato sino ad oggi fatto in settori strategici: sui temi dell’arsenico, dei rifiuti e dello sviluppo termale siamo in preoccupante ritardo. Il tema del lavoro non è ancora centrale. La questione cultura è ancora impantanata nella gestione ordinaria e perennemente in ritardo di fronte alle esigenze/opportunità di farne il cardine delle politiche di promozione turistica e associative.
La partecipazione dei soggetti sociali è ancora limitata. Abbiamo bisogno di progetti “esemplari e simbolici”: lo è stata la scelta di liberare le piazze dalle auto; lo sarà far partire definitivamente il parco dell’Arcionello per rilanciare l’immagine turistica e ambientale di Viterbo come fulcro del sistema dei parchi dei Cimini. Per Sel questo è un punto imprescindibile.
Di fronte a queste urgenze, il caso del passaggio del consigliere Taborri in un nuovo gruppo politico, è un elemento di ulteriore confusione, ma sostanzialmente marginale. Certo non appare logico né compatibile la presenza in maggioranza di un esponente appartenente a un partito che si dichiara all’opposizione di questa amministrazione. Questa situazione è tutta interna alla crisi delle forme di rappresentanza e rappresenta più una “bizzarria” che un problema politico. Se lo sarà in prossima prospettiva, saremo pronti a prendere posizione.
Chiediamo quindi al sindaco di fare chiarezza e di confermare e garantire il programma. Chiediamo a Michelini di forzare tempi e prassi affinché questa maggioranza porti a compimento i progetti annunciati ma al contempo acquisisca una nuova modalità di lavoro e confronto, ovvero di comunicazione.
Meno chiacchiere e meno personalismi; più partecipazione e maggiore incisività.
Sinistra Ecologia e Libertà di Viterbo circolo di Viterbo
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