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Gallese - Sarà inaugurata venerdì 31 ottobre e sarà visibile fino a lunedì 4 novembre

Unità d’Italia e Giornata delle forze armate, una mostra per non dimenticare

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Gallese

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Gallese – L’associazione musicale “Marco Spoletini” ed il circolo Anspi di Gallese organizzano, in collaborazione con il comune e la locale sezione combattenti e reduci, alcuni eventi, nell’ambito delle manifestazioni ufficiali per il prossimo 4 novembre, Giorno dell’Unità d’Italia e Giornata delle forze armate.

La prima proposta vede l’allestimento di una mostra iconografico-documentale dal titolo soldati, frammenti di memoria.

La guerra è una tragedia innanzitutto familiare: in ogni paese i monumenti e le lapidi rimarcano quanto le famiglie siano state travolte da questo cataclisma che non risparmia nessuno, i soldati mandati al fronte, le donne costrette ad accudire alle famiglie in una battaglia di sopravvivenza, i figli o i genitori rimasti improvvisamente soli.

Sono stati così raccolti, soprattutto dalle collezioni familiari, oltre che dall’archivio storico comunale e da quello della sezione Combattenti e reduci di Gallese, foto, documenti e decorazioni che riguardano la partecipazione dei Gallesini ai conflitti del ‘900.

Non una celebrazione, anche involontaria, di eroi più o meno coscienti, ma la memoria concreta di chi ha vissuto la tragedia della guerra in armi.

La mostra, all’interno del Museo e centro culturale “Marco Scacchi” sarà inaugurata venerdì 31 ottobre, alle 17,30 e sarà visibile fino a lunedì 4 novembre.

L’altro importante evento è il Concerto-Recital “… con l’anima in spalla”, domenica 2 novembre alle 17,30, sempre presso il Museo e centro culturale “Marco Scacchi.

Un percorso musicale e narrativo che si snoderà lungo il filo conduttore di alcune eccezionali canzoni pop sul tema della guerra, (dai Pink Floyd agli U2, da De André a Paola Turci, dai Gang a Davide Van de Sfroos, da Zucchero a Piovani-Noa, da Harol Alen ai Cranberries) prendendo in prestito i pensieri di grandi scrittori e poeti e le lettere e le testimonianze di chi quella tragedia l’ha vissuta sulla propria pelle.

Scriveva Lev Troskji “ La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore”: chi non ha vissuto la guerra, può, attraverso la memoria, imparare la lezione ed impegnarsi affinché quegli orrori non si ripetano più”.


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29 ottobre, 2014

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