Civita Castellana – Al via “Accendi una luce in famiglia”.
L’evento si svolgerà domenica 19 ottobre dalle 17 alle 20 alla parrocchia San Giuseppe Operaio a Civita Castellana.
A conclusione del Sinodo sulla famiglia l’incontro con Giuseppe Mani, arcivescovo emerito di Cagliari, organizzatore della Pastorale familiare a Roma negli anni ‘90.
La riflessione sulla famiglia iniziata con il Sinodo straordinario il 5 ottobre 2014, termina Domenica 19 ottobre e si concluderà con il Sinodo generale nel 2015. È un avvenimento che ha visto coinvolte e interpellate tutte le componenti ecclesiali del mondo e non solo. Oggi più che mai il ruolo della famiglia come scuola di umanità e vita cristiana, assume un’importanza singolare, per le sue sfide inedite e le sue grandi risorse. Per questo motivo che papa Francesco ha voluto riunire come in un abbraccio le famiglie a piazza S. Pietro, per una grande preghiera che illumini la Chiesa e sostenga le famiglie ferite e nella sofferenza.
La famiglia è, nonostante le difficoltà, il luogo del dono gratuito, del mutuo amore e della vita, composta dalla coppia e dal nucleo familiare, ma è anche «comunità di grazia», in intimo rapporto con la Chiesa, “sacramento universale di salvezza” (LG, 48). Parlare della famiglia oggi, significa inevitabilmente parlare anche di quelle coppie che vivono condizioni che la dottrina cattolica considera “irregolari”.
“Come attuare la sollecitudine pastorale secondo la misura del Cuore di Cristo” (FC, 65) verso le famiglie che vivono in situazioni canonicamente irregolari? Come si trovano in realtà queste persone nella vita della comunità? La questione delle famiglie irregolari, è una delle grandi sofferenze della Chiesa che il Sinodo straordinario e generale affronteranno alla luce del vangelo e nella grandezza della misericordia di Dio.
La comunità cristiana deve sviluppare una prudente attenzione pastorale e accostarsi a questi contesti con rispetto, fatto di comprensione e benevolenza, con la consapevolezza che, dietro ad un matrimonio che fallisce, vi è sempre una grande sofferenza, con l’aspirazione di uscire, con dignità da circostanze divenute impossibili da risolvere, con il desiderio di conoscere il progetto di Dio su di loro, che attraversa anche percorsi impervi, con il suo carico di amarezza e di incertezze, ma che continuano a credere nel Signore e nella Chiesa, aspettando un messaggio di speranza, una parola d’amore che apra il cielo sopra di loro.
Don Giancarlo Palazzi
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