Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Parole d’ordine della giornata semplificazione, aggregazioni, riduzione cuneo fiscale e internazionalizzazione

Agrinsieme Viterbo a #campoliberofinoinfondo

Condividi la notizia:

Roma

Roma

Viterbo – Agrinsieme Viterbo (Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative agroalimentari) ha partecipato ieri 18 novembre alla prima conferenza nazionale all’Auditorium della conciliazione a Roma.

I presidenti ed i direttori della coalizione provinciale di Agrinsieme hanno guidato una folta delegazione di imprenditori viterbesi alla conferenza #campoliberofinoinfondo.

Parole d’ordine della giornata semplificazione, aggregazioni, riduzione cuneo fiscale e internazionalizzazione, più agricoltura per fermare il dissesto idrogeologico ed il consumo del suolo, in un confronto con i ministri Poletti, Martina, Galletti, Lorenzin ed il vice ministro Calenda.

Liberarsi in primo luogo dai “falsi miti” che connotano una immagine del comparto agricolo, oscurando altri pezzi di verità che si preferisce non mettere in luce. E poi superare oneri e costi della burocrazia, eliminare le strutture intermedie, aumentare la dimensione economica delle imprese, creare una agenzia per l’internazionalizzazione dell’agroalimentare.

Misure che hanno tutte un unico comune denominatore: liberare risorse utili per dare linfa alle imprese attraverso investimenti finalizzati alla crescita e allo sviluppo del comparto.

È questa la strada che le organizzazioni riunite in Agrinsieme (Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative Agroalimentari) hanno illustrato ieri all’Auditorium della Conciliazione di roma nel corso di un confronto con cinque esponenti del governo: il Ministro delle Politiche del Lavoro Giuliano Poletti, delle Politiche Agricole Maurizio Martina, della Salute Beatrice Lorenzin, dell’Ambiente Gianluca Galletti e con il vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Nonostante le esportazioni agroalimentari italiane abbiano registrato una crescita negli ultimi 10 anni, la quota di mercato detenuta dall’Italia a livello mondiale è diminuita dal 3,3% al 2,6%. E se gli scambi commerciali a livello internazionale dei prodotti agroalimentari sono triplicati, paesi come Cina e Brasile sono cresciuti a ritmi molto più veloci del nostro.

Ma la domanda alimentare all’estero è in continua crescita. Se da un lato ci sono buone potenzialità di sviluppo tutte da cogliere, dall’altro le inefficienza di sistema sono altrettanto numerose e radicate. Ecco perché se davvero si vuole posizionare l’agroalimentare al centro del sistema economico e sociale, non è sufficiente secondo Agrinsieme dare attuazione soltanto ad interventi specifici del settore.

Alcuni esempi: in Italia il costo dell’autotrasporto è in media di 1,59 euro a chilometro, in Germania 1,35 euro e in Francia 1,32. Il costo dell’energia elettrica per uso industriale in Italia è superiore del 30% rispetto alla media europea.

Notevoli anche i costi e i ritardi dovuti alla burocrazia: emblematico il numero dei giorni necessari per esportare via nave, che vanno dagli 8 del Regno Unito ai 9 della Germania, ai 10 di Francia e Spagna, per finire con i 19 giorni necessari per l’Italia.

Necessario inoltre che vengano realizzati interventi, radicali e coraggiosi, nell’ambito del settore pubblico. C’è una complessità di soggetti che a vario titolo sono impegnati nel supporto al sistema agricolo e agroalimentare: il ministero delle Politiche agricole, le Regioni, gli altri Ministeri, insieme ad una serie di strutture intermedie, ossia di soggetti che un tempo svolgevano una funzione pubblicistica, ma che oggi appaiono superate e rappresentano spesso solo un onere in termini di costi sulle aziende e di appesantimento burocratico, facendo perdere ancora una volta competitività ed opportunità di mercato alle imprese agroalimentari.

Altrettanto necessari appaiono poi gli interventi sul mercato del lavoro, cominciando dallo snellimento degli adempimenti amministrativi per la gestione dei rapporti di lavoro stagionali e di breve durata.

Infine, c’è la strada maestra delle aggregazioni, che è uno dei pilastri su cui fonda il cambio di rotta tracciato da Agrinsieme. Le imprese che operano nel comparto alimentare sono troppo piccole. La superficie media delle imprese agricole italiane non supera gli 8 ettari ed è tre volte inferiore a quella della Spagna (24 ettari) e molto di sotto a quella di Francia (54) e Germania (56).

Anche questo costituisce un forte limite nel momento in cui proprio alla dimensione aziendale sono correlate una serie di elementi centrali per la competitività delle imprese, in primis le capacità finanziarie e di investimento e la possibilità di rispondere ai volumi richieste da grandi piattaforme logistiche e distributive.

Il tessuto produttivo dell’agroalimentare italiano è troppo frammentato ed è per questo che Agrinsieme punta su un’agricoltura che opera in logiche di aggregazione e di filiera, sia consolidate sia nuove. E’ su tali basi che anche in provincia di Viterbo la coalizione di Agrinsieme mostra numeri di tutto rispetto: 31 milioni di euro il valore delle domande uniche pagate per il 2013, pari al 57% dell’intera provincia, mentre risultano dichiarate 203.203 giornate di manodopera delegate pari al 63% dell’intera provincia sempre per l’anno 2013 (Dati Inps).

Alcuni recenti dati elaborati dalla Commissione europea hanno dimostrato che nei Paesi in cui è maggiore la quota di mercato detenuta dalle cooperative agroalimentari, maggiore è anche il livello dei redditi degli agricoltori. In questo contesto, in Italia la cooperazione agroalimentare svolge un ruolo di primissimo piano con quasi 6.000 realtà, 35 miliardi di euro di fatturato e quasi 100.000 occupati, veicolando circa il 38% della produzione agricola nazionale.


Condividi la notizia:
19 novembre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/