Viterbo – “Assessore, vorrei chiederle se le creo disagio…”.
Fra tutte le interrogazioni, mozioni, domande avanzate in consiglio comunale, quella di ieri rivolta da Maurizio Tofani (Oltre le mura) ad Alvaro Ricci (Pd) entrerà negli annali come la più originale che mai presentata a palazzo dei Priori.
Tofani non è arrivato in consiglio con una parrucca fuxia, minigonna mozzafiato e rossetto e quindi non si è preoccupato della reazione nei banchi della giunta.
La sua domanda è tutta politica e molto provocatoria. Allusione nemmeno troppo vaga alle dichiarazioni del segretario comunale Pd Calcagnini, che aveva bollato come situazione che crea disagio, la presenza in maggioranza di consiglieri con a loro carico somme richieste dalla Corte dei conti per la vicenda Cev. Tofani e Moltoni.
Alvaro Ricci replica con una domanda. “Mi vede a disagio?”. Tofani non ci pensa molto e risponde: “Secondo me no”. Ricci annuisce: “Ti sei risposto da solo”.
In pratica, Tofani parla a Ricci, perché Calcagnini intenda. Con il segretario comunale che su questa vicenda in qualche modo ne esce isolato.
A quanto pare, questa non sarà la sola domanda. Altre ne seguiranno.
A palazzo dei Priori la crisi sembra sullo sfondo, ricordo lontano, anzi, stando alle dichiarazioni del sindaco Michelini ieri in consiglio comunale, probabilmente non c’è mai stata.
Tutto si risolve nella riorganizzazione del settore Igiene urbana accorpato con gli altri servizi.
Ci vorrà tempo. Entro la fine dell’anno.
Ma le parole, gli attacchi fra partiti di centrosinistra non sono stati metabolizzati e l’intervento pubblico di fronte al consiglio comunale di Tofani, ne è la prova.
Calma apparente.
Giuseppe Ferlicca
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