Viterbo – (g.f.) – Assemblea Ato, un altro buco nell’acqua. Salta la riunione per le troppe assenze.
I sindaci stanno lentamente scavando la fossa a Talete. Nella sala conferenze della provincia, incontro importante vista la delicata situazione che sta attraversando la società di gestione idrica.
All’ordine del giorno, la presentazione del piano di rilancio voluto dal nuovo consiglio d’amministrazione, l’adeguamento delle spese d’allaccio, che Talete effettua “sottocosto” e quindi in perdita, poi la questione delle tariffe.
Quest’ultimo, punto abbastanza inutile da discutere, visto che non avendo finora preso alcuna decisione (sai che novità), è entrata in campo l’autorità di controllo.
Stabilirà per proprio conto quanto è necessario far salire i costi in bolletta. Talete prudenzialmente ha deciso il 9 per cento, il minimo. I sindaci da questa discussione si sono autoeliminati. Forse volevano discuterne per leccarsi le ferite.
All’ordine del giorno pure un altro argomento di poco conto… La questione del debito pregresso da sette milioni di euro. Una sciocchezza.
Diversi sindaci sono venuti, ma altri non si sono visti o qualcuno è arrivato alla sala conferenze della provincia e poi se n’è andato.
Dopo mezzogiorno, l’assessore Paolo Equitani per la provincia (Meroi è presidente dell’Ato) ha messo fine all’inutile attesa.
“Visto che il numero non c’è – dice Equitani – e considerando che alcuni sindaci sono arrivati e poi andati via, prendiamo atto che il numero legale non c’è. Lasciamo aperta la seduta, per riconvocarla a breve”. Sperando in un esito migliore.
Solo che il 2 dicembre è già in programma l’assemblea dei soci di Talete, in altre parole i sindaci che fanno parte della società.
Pure in questo caso, per discutere del piano di rilancio.
La scorsa volta non era stata presa nessuna decisione proprio per avere tempo di studiare le carte e per un passaggio preliminare alla riunione Ato. Adesso che è saltata, cosa succede?
Qualche sindaco se l’è chiesto. Sarà rinviata pure quella? La politica deciderà con calma.
Nel frattempo a Talete è stato pignorato il conto corrente dove finiscono i soldi delle bollette pagate dagli utenti.
Nell’immediato non ci sono problemi, magari la società ha liquidità per affrontare spese e pagamenti degli stipendi. Fino a quando?
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