Capranica – (f.b.) – “La benzodiazepina gli serviva per curare gli attacchi di panico”.
E’ quanto ha raccontato ieri ai giudici del collegio il medico di famiglia del tecnico radiologo romano alla sbarra per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni aggravate. Secondo l’accusa avrebbe, il 19 gennaio del 2009, avrebbe drogato una trentenne per poi portarla a casa sua e abusarne. Anche un’altra donna, in seguito, avrebbe denunciato una violenza subita dal radiologo.
“Conosco l’imputato dal 2000 circa – ha raccontato in tribunale il medico, testimone della difesa – per motivi di lavoro, poi in seguito, intorno al 2008 se non ricordo male, è diventato anche un mio paziente”.
Per questo, quindi, il dottore è venuto a conoscenza dei medicinali che il radiologo usava spesso. “Faceva un uso a dir poco abbondante di benzodiazepina – continua -. Le utilizzava contro gli attacchi di panico che lo colpivano frequentemente. So anche che era seguito dal Cim per le sue crisi e proprio il Cim gli prescriveva i farmaci antipanico di cui aveva bisogno”.
Ma c’è di più. Proprio per la sera del 19 gennaio 2009 il radiologo ed il medico pare avessero fissato un appuntamento con una signora per controllare delle protesi mammarie. “Dovevamo vederla insieme – racconta il medico – subito dopo che io mi fossi liberato nella tarda serata. Poi però intorno alle 22 il radiologo mi ha chiamato e mi ha detto che la signora non poteva più venire. Me l’ha addirittura passata al telefono perché era lì con lui e lei stessa si è scusata confermando di voler annullare la visita”.
L’udienza è stata aggiornata al 24 marzo del 2015.
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