Viterbo – Il consorzio “Coniglio verde leprino di Viterbo”, tramite il proprio “Centro sperimentale allevamenti cunicoli alternativi” ha superato ufficialmente l’ammissione al concorso Expo per le “Migliori pratiche di sviluppo sostenibile per la sicurezza alimentare”.
Il consorzio è piccolo, non gode di alcun finanziamento pubblico e si regge sul volontariato; considera dunque un grande successo essere stato ammesso a concorrere con grandi Istituti internazionali di ricerca che godono di ricchi finanziamenti e possiedono grandi mezzi strumentali e di personale per svolgere la ricerca.
Il consorzio e lieto di veder riconosciuta la sua dignità a competere in un confronto di così alto livello. Si sente per questo debitore verso la locale Camera di commercio da cui è stato sempre sostenuto sul piano tecnico-giuridico fin dal riconoscimento del primo prodotto carneo di qualità che ha potuto giovarsi del marchio “Tuscia Viterbese”.
La presentazione della domanda è stata fatta su sollecitazione della sezione italiana del Chieam (Centro internazionale alti studi agronomici del Mediterraneo) che attribuisce prestigio alla ricerca applicata del consorzio e lo ha incoraggiato.
Sul piano scientifico il sostegno è venuto dall’Università di Siviglia, grazie ad un accordo bilaterale che opera ormai da diversi anni e consente al Centro sperimentale del consorzio di essere presente nel campo scientifico internazionale, continuando a detenere il primato mondiale nel settore della coniglicoltura alternativa e del relativo know-how, grazie allo sviluppo di un sistema produttivo integrato del tutto innovativo nella genetica, nelle strutture, nella gestione e nel controllo non farmacologico dello stato sanitario per la produzione di carni di alta qualità.
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