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Politica - Alessandra Terrosi (Pd) presenta un'interrogazione parlamentare sull'argomento

“Delimitazione Imu aree svantaggiate, servono altri criteri”

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Alessandra Terrosi (Pd)

Alessandra Terrosi (Pd) 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È stata presentata da Alessandra Terrosi una interrogazione in vista della prossima emanazione del decreto ministeriale che ridisegna i confini delle aree svantaggiate nel nostro Paese.

Sembrerebbe che tale decreto prenda, a tal proposito, in considerazione il solo requisito della altimetria: fino a 280 m slm tutti i terreni agricoli saranno assoggettati all’Imu sui terreni agricoli, da 281 a 600 m slm saranno esentati i terreni agricoli coltivati da imprenditori agricoli a titolo principale e coltivatori diretti mentre oltre i 600 m slm saranno tutti esentati.

Con queste previsioni, 1.578 comuni in tutta Italia sarebbero quelli totalmente esentati, 2.568 comuni sarebbero oggetto di esenzione parziale mentre tutti gli altri sarebbero soggetti a pagamento totale. Nella provincia di Viterbo per i 58 comuni su 60 attualmente ricadenti in zona svantaggiata verrebbe rimessa in discussione l’esenzione dal pagamento dell’Imu.

“L’assunto della interrogazione – commenta Alessandra Terrosi – è che sarebbe auspicabile che non fosse il solo criterio altimetrico a guidare la nuova individuazione delle aree cosiddette svantaggiate: tale svantaggio, infatti, è dovuto a condizioni pedoclimatiche difficili, a indici socio economici che, a loro volta, sono strettamente collegati alla carenza di reti di collegamento efficienti, alla mancata o parziale strutturazione delle filiere, oltre che allo spopolamento e all’invecchiamento della popolazione che rendono necessario garantire aiuti economici e sgravi fiscali agli agricoltori, i quali, nelle suddette condizioni, svolgono il ruolo fondamentale per il resto della comunità di presidio del territorio.

Non è un caso infatti che i territori definiti ai sensi del regolamento Ce 1257/99 come aree svantaggiate, coincidano con quelle aree interne per le quali gli strumenti di politica comunitaria mettono a disposizione specifiche risorse proprio per superare il gap rispetto ad altre aree più competitive”.

La revisione delle aree svantaggiate è stata prevista già dal decreto 66/2014 da tale riorganizzazione dovrà derivare un risparmio di 350 milioni di euro. Gli agricoltori non esentati dovrebbero versare l’importo in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. “Auspico una risposta tempestiva che permetta un chiarimento in merito alle problematiche esposte”, conclude la Terrosi.

Ufficio stampa Alessandra Terrosi


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27 novembre, 2014

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