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Viterbo - Interviene il presidente di Confartigianato Stefano Signori

“Economia sommersa ed economia informale”

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Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È il momento di affrontare seriamente il problema dell’economia sommersa, analizzandolo in tutte le sue sfaccettature per evitare che la tematica venga utilizzata come grimaldello da concezioni economiche e sociali funzionali a culture non vicine alla nostra.

Parlare genericamente di economia sommersa significa mischiare due modalità di fare economia completamente diverse: l’economia informale e l’economia illegale, sulla quale è necessario soffermarsi con maggior cura.

Possiamo tranquillamente affermare che l’economia è stata prevalentemente informale fino all’avvento del capitalismo e dell’organizzazione di mercato, che hanno introdotto il principio e la pratica della formalizzazione legale dei rapporti economici impersonali su grande scala. Il ruolo dell’economia informale nei problemi dello sviluppo è un tema molto controverso.

Secondo una visione funzionale del sistema economico, l’economia informale va valutata per la sua capacità di risolvere alcuni problemi vitali dell’individuo e della società in cui vive. Tra economia informale e formale c’è solo una differenza sul come questi problemi vengono risolti. Nel nostro Paese troviamo oggi sacche resistentissime di economia informale dove la cultura industriale non ha avuto cittadinanza, come nel mezzogiorno e nelle grandi città, nelle quali l’occupazione si basa sulla pubblica amministrazione e sui servizi.

Una nuova generazione di studiosi dei problemi dello sviluppo, tra cui spiccano il francese Serge Latouche e i tedeschi Ernst F. Schumacher e Wolfang Sachs, ha promosso una valutazione delle economie informali che tenga conto dei fattori complessi precedentemente accennati, non limitandosi a darne un giudizio negativo per il solo fatto di non rispondere al modello di economia formale.

In particolare questo tipo di studi evidenzia come alcune economie informali, sia rurali che urbane, siano in grado di consentire dignitose condizioni di vita: nel caso italiano basti vedere come milioni di impiegati, avendo spesso a disposizione metà giornata, svolgano un secondo lavoro per “arrotondare” lo stipendio, attività suppletiva necessaria per far studiare i figli e permettere alla famiglia di condurre una qualità della vita più dignitosa.

L’economia formale, se vuole rispondere anche alle esigenze attualmente di competenza dell’ economia informale, deve farsi carico dei problemi sociali che alimentano l’economia informale e non limitarsi a pensare di “far emergere” tali situazioni con un’ipostazione burocratica e procedurale, sottesa da una cultura da polizia giudiziaria statalista.

L’economia formale deve dunque prendere atto che l’economia è per l’uomo e non l’uomo per l’economia: le leggi economiche sono strumenti che debbono facilitare la convivenza civile e non renderla un inferno in continua involuzione, come è attualmente in Italia dove la preoccupazione quotidiana dei cittadini è pagare tasse, imposte, tributi, ecc. Cittadini e imprenditori si trovano ormai nella condizione di dover annaspare per non lasciarsi annegare dal mare magnum di ostacoli che l’attuale sistema economico pone loro davanti. Confartigianato, in quanto realtà associativa a sostegno delle proprie Pmi, si impegna quotidianamente per dipanare il groviglio burocratico e procedurale che grava sugli imprenditori italiani.

Il nostro Governo, ben conscio dell’attuale situazione, ha l’obbligo di procedere ad una decodificazione e a uno snellimento del sistema economico che stritola i propri cittadini.

Allo stesso tempo, se si vogliono combattere le forme di evasione ed elusione, occorre prevedere una forma di emersione leggera e veloce con tassazione alla fonte molto bassa, in modo che gli attori possano ritenere conveniente portare alla luce del sole il loro rapporto, e non come sono stati varati gli attuali “provvedimenti di emersione”.

Stefano Signori
Presidente Confartigianato Viterbo


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24 novembre, 2014

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