Freetown – Pubblichiamo la lettera che don Maurizio Boa, ex parroco del Murialdo in missione in Sierra Leone, ha pubblicato sul suo account Facebook il 27 novembre.
– Da tempo non scrivo perché tutto è come prima e non mi va di ripetermi, soprattutto di continuare a dire che le cose non vanno.
Allora le cose non vanno, a Waterloo intendo, ma… Cronaca di tre giorni.
Sabato: tutto il giorno con Gino Strada di Emergency, Rossella, Gina, sue assistenti, Leonardo, logista, più due giornalisti.
Vuol conoscere la situazione che è proprio triste e finalmente arriva una decisione che non è una chiacchera o un “si potrebbe”, “vedremo che cosa si può fare”. Manda una ambulanza a prelevare 5 ammalati di ebola e trasferirli nel centro di Lakka.
Nel pomeriggio altra ambulanza per un altro ammalato.
Vuol dire non più ammalati di ebola in casa, stop al contagio…
Domenica: Leonardo, logista, viene a Waterloo, per vedere un posto dove fare il first aid treatment. Lo trova fa il piano e lunedì cominciano i lavori del first aid center.
Martedi (ieri) e oggi, mercoledì, due giorni di workshop per preparare 90 ragazzi ad affrontare nel campo di Waterloo il problema ebola, famiglia per famiglia, pronti a spiegare e controllare la situazine casa per casa, 22.500 persone a Kissi Town e 12.000 a Morabie, altro villaggio di Waterloo.
Questo si chiama agire con tempestività e intelligenza e anche cuore.
I want the father’s ambulance… Voglio l’ambulanza del prete.
I malati vengono allo scoperto, ritrovano fiducia nei medici e voglia di vivere.
I morti continuano, il contagio cresce ancora, ma almeno ci si sta dando da fare. Emergency sta affrontando come si deve la situazione.
Sono stanco, so che ho scritto schematicamente e in fretta, scusatemi, ma credo di aver dato l’idea che in questi giorni sta cambiando veramente la situazione. Speriamo bene e continuate la prghiera perchè questo accada.
Con affetto e stima
Don Maurizio Boa
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