Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E, intanto, le bollette dell’acqua aumentano.
Se il dearsenificatore di Monte Jugo sarà pronto entro fine anno o da lì a breve, forse un piccolo passo avanti sul tema dell’arsenico è stato fatto ma non dobbiamo certo ringraziare i nostri amministratori che, ricordiamo, alla metà di ottobre non disponevano ancora dei dati sullo stato di avanzamento dei lavori.
La Soprintendenza dei Beni culturali aveva, infatti, bloccato le operazioni di realizzazione dell’impianto e l’incontro presso la Regione Lazio dei rappresentanti del comitato “Non ce la beviamo”, che hanno rappresentato la forte indignazione dei cittadini contro l’inerzia delle istituzioni e l’urgente necessità di risolvere il problema, ha contribuito a rimettere in moto la macchina amministrativa ed ha determinato la ripresa dei lavori.
Ricordiamo, però, che l’impianto di Monte Jugo servirà solo una piccola parte della città e che, per portare i valori secondo i parametri di legge, c’è l’ intenzione di ricorrere alla miscelazione delle acque. La strada per risolvere il problema si prospetta ancora lunga, ad oggi non è stato ancora sciolto il nodo della presa in carico degli impianti e, soprattutto, non sono ancora state prese decisioni in merito alla soluzione definitiva del problema.
Se, poi, analizziamo la situazione degli altri dearsenificatori previsti per Viterbo e per gli altri comuni della Provincia, come relazionata dalla Regione Lazio con nota del 2/10/2014, si apprende che su 28 impianti previsti 21 non sono stati completati, per alcuni non è stato neanche approvato il progetto per altri ci sarebbero problemi sulle procedure espropriative e autorizzazioni non ancora ricevute.
In questo contesto cosa sono stati capaci di fare i nostri amministratori?
Gli unici interventi visibili sono stati i ripetuti aumenti delle tariffe dell’acqua. Nonostante le rassicurazioni del presidente della Regione, l’ultimo aumento del 9% è stato deliberato da Talete pochi giorni fa precisamente il 7 novembre u.s ed avrà effetto retroattivo a partire dal 1/1/2014.
Dunque perché i cittadini dovrebbero pagare per un acqua non potabile e non utilizzabile un ulteriore rincaro e, per giunta, dall’anno scorso?
L’inadeguatezza di questa classe dirigente, oltre a non risolvere i problemi dei cittadini, starebbe preparando un lauto piattino a chi è interessato alla privatizzazione del servizio idrico.
Proprio di questi giorni è la notizia che il presidente della Regione Lazio può commissariare tutti i comuni che fino ad oggi non hanno aderito a Talete.
Quale sarà il passo successivo, passare l’intero servizio idrico ad Acea Spa, ovvero ad una società quotata in borsa tra i cui azionisti spiccano i nomi di Caltagirone e Suez Environnement?
Il presidente della Regione, alla barba della volontà degli italiani che hanno votato il referendum del 2011 per lasciare pubblica la gestione dell’acqua, si è già espresso in favore della privatizzazione.
A quel punto, la logica del profitto prevarrà sull’interesse della collettività, e , come abbiamo già potuto sperimentare con altre privatizzazioni, non solo le tariffe subiranno ulteriori aumenti ma, soprattutto, noi cittadini non sapremo neanche “cosa ci daranno a bere” nel senso vero del termine.
Per contrastare questa progressiva ed inquietante deriva, il comitato “Non ce la beviamo” ritiene che i cittadini si debbano riappropriare della gestione dei beni comuni come l’acqua attraverso una democrazia partecipativa, ovvero attraverso la presenza dei cittadini organizzati ai tavoli istituzionali.
Per questo motivo, quale primo passo, il comitato ha richiesto con urgenza al presidente della Regione la convocazione di un tavolo di confronto al quale prendano parte tutte le istituzioni competenti a partire dalla stessa Regione Lazio, alla Asl, a Talete sino ai sindaci della provincia di Viterbo, in cui la presenza del comitato svolga ruolo di controllo e impulso.
Lunedi’ alle 16,00 il comitato “Non ce la beviamo” sarà presente al consiglio provinciale aperto in via Saffi sala della Provincia.
Invitiamo i cittadini ad unirsi e a sostenere le iniziative del Comitato prendendo parte attivamente al suo percorso. Potrete contattarci al seguente indirizzo di posta elettronica:noncelabeviamo@gmail.com
Comitato Non ce la beviamo
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