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Lettere al direttore - Viterbo - Così Daniela Cavallero ed Enrico Parlato dell'Unitus

“Investiamo nella presentazione della Pietà di Sebastiano del Piombo”

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La pietà di Sebastiano del Piombo

La pietà di Sebastiano del Piombo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

a partire dalla recente riapertura del Museo civico di Viterbo (una buona notizia!), Tusciaweb ha dato molto spazio a una serie di proposte che hanno per oggetto la Pietà di Sebastiano del Piombo.

L’attenzione è del tutto meritata, perché non è solo il pezzo forse più importante del museo, ma un capolavoro assoluto nello stratosferico panorama della pittura del Cinquecento italiano.

La tavola, che si appresta a compiere 500 anni di vita, è opera delicatissima per il modo in cui sono connesse le assi che la compongono e per la tecnica pittorica adottata da Sebastiano.

Lo spostamento di un’opera d’arte, per quanto ben fatto, comporta sempre dei rischi, e per questo non si può che plaudere la scelta della Soprintendenza che prudentemente non ha dato il nulla osta alla trasferta vicentina.

Come è già stato osservato da altri, è soprattutto illogico sottrarre un capolavoro al museo che ha appena riaperto i battenti – se si si può fare il confronto –, sarebbe come se il Louvre prestasse la Gioconda.

In tempi di vacche magre come quelli che stiamo vivendo, più che inseguire effimere mostre sarebbe assai meglio investire nella presentazione della Pietà, adesso avvolta in una cornice bianca che ‘spara’, protetta da un vetro che non è anti-riflesso e ne rende difficoltosa la visibilità.

Sarebbe un piccolo passo per migliorarne la godibilità e la comprensione, un piccolo passo per migliorare il Museo civico, certamente ancora bisognoso di cure.

Daniela Cavallero, Enrico Parlato
Storia dell’arte moderna, Disbec, Università della Tuscia


Non possiamo che fare nostra la vostra ragionevole e razionale proposta. Anche perché l’allestimento che fa da cornice alle due opere di Sebastiano del Piombo al museo civico le rende quasi inguardabili. Una vera vergogna. Si spera che qualche amministratore si renda conto della situazione e la smetta di inventarsi inutili e pericolose iniziative.

Carlo Galeotti



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18 novembre, 2014

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