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Politica - Intervista al segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini

“L’Italia? Economicamente un disastro e politicamente un casino”

di Paola Pierdomenico
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Matteo Salvini (Lega nord)

Matteo Salvini (Lega nord) 

Matteo Salvini con Umberto Fusco

Matteo Salvini con Umberto Fusco 

Viterbo – “L’Italia? Economicamente un disastro e politicamente un casino”.

I sondaggi lo danno in crescita insieme al suo partito. Sono di giovedì scorso le immagini di cittadini romani con in mano cartelloni che invocano l’intervento di Matteo Salvini nella Capitale. Quella stessa Capitale che, qualche anno fa, rifiutava la Lega additandola come un partito secessionista.

Oggi qualcosa è cambiato e in tanti vedono nel segretario nazionale del partito del Carroccio, una speranza. Lui non si perde in parole e a chi lo accusa di razzismo e di cavalcare l’onda della disperazione sociale, lui risponde di essere l’antidoto a tutto questo.

In quali condizioni è il paese?
“Economicamente è un disastro – dice Salvini – Un disastro da cui si può uscire, ma di certo non con le soluzioni di Renzi. Politicamente è un casino, anche perché, mentre parlano di legge elettorale, c’è mezza Italia sotto l’acqua. Si capisce poco tra Renzi, Alfano e Berlusconi. Troppa confusione”.

A Bologna, il vetro della sua macchina è stato distrutto, mentre provava ad entrare in un campo rom. Cosa ha provato in quei momenti e come giudica certe azioni?
“Ho provato paura. La paura di quando ti saltano sulla macchina per sfasciarti il vetro. Certi episodi non appartengono alla politica, ma alla violenza e mi piacerebbe solo che i dieci che sono stati identificati e denunciati dalla polizia facessero qualche mese di volontariato e di servizi sociali con gli anziani. Così magari la prossima volta ci pensano bene. La condanna all’episodio è stata quasi unanime. Un segno importante”.

Una simile guerriglia è avvenuta anche a Roma, a Tor Sapienza, lo scorso giovedì, dove c’era gente che la invocava, quando prima la Lega, nella Capitale, non aveva grande seguito. Come mai?
“La violenza non è mai la soluzione e non si risolvono i problemi a calci e pugni. E’ evidente che c’è un problema sull’immigrazione incontrollata che bisogna affrontarlo per allontanare chi è clandestino”.

Da cosa dipende questo cambiamento e anche il fatto che la Lega, dai sondaggi, sia l’unico partito in ascesa nel paese.
“Perché facciamo battaglie concrete. Vogliamo cancellare la legge Fornero, restituire i soldi ai disabili, che sono stati tolti dal governo e i nostri sindaci cercano di dare le case prima agli italiani che ad altri. La gente premia la nostra concretezza e l’attenzione al centro e al sud che prima non avevamo”.

Cosa risponde a chi la critica di vittimismo, razzismo e soprattutto di cavalcare l’onda della disperazione sociale.
“Noi siamo l’antidoto al razzismo e alla disperazione, perché una convivenza tra italiani e immigrati, è possibile solo se questo fenomeno viene controllato. Se non ci fosse la Lega, ci sarebbe solo la giustizia fai da te. Non andiamo a fare le vittime, ma diamo risposte, sia per le tasse con l’aliquota fiscale unica, con la proposta di asili nido gratis, come in Francia, o, in Lombardia, dove abbiamo approvato il contributo di 400 euro al mese per mamme e papà separati o divorziati con figli a carico. Progettiamo e proponiamo soluzioni per il paese”.

Un giudizio sul governo Renzi?
“Insufficiente – dice secco -. Il governo non c’è, ma c’è lui, e da soli non si riesce a fare niente. Oltretutto è anche agli ordini di Bruxelles”.

Si parla di manovre di avvicinamento tra FI e Ncd. Li reputa possibili alleati?
“Proponiamo alcuni valori comuni per chi volesse rifondare il centrodestra: famiglia, lotta all’immigrazione e meno tasse. L’unico problema sta nell’approccio con l’Europa che, insieme all’euro, sono tra i principali problemi per la nostra economia. Vediamo se, anche gli altri di centrodestra, arriveranno a capirlo”.

Ha strizzato più volte l’occhio al coordinatore di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Lei però non sembra recepire l’invito…
“Il 13 dicembre a Milano proporremo l’aliquota fiscale unica al 15%. Un’alternativa liberale e moderna alle tasse della sinistra. Su questo abbiamo chiesto una risposta della Meloni, ma anche di Berlusconi e degli altri. Tutto qua”.

Si parla di uno stop alla Lega dei popoli, gemello del Carroccio al centrosud, per un partito nazionale con il suo nome. E’ così?
“Il bello è che sta crescendo tutto in fretta e in maniera enorme per cui, ogni settimana dobbiamo aggiornare il nostro progetto, dato che c’è tantissima gente che vuole aderire. Ecco perché stiamo pensando a un qualcosa di più ampio che ci sia dappertutto. Non ci sono stop, ma solo un rilancio. Il nome, poi, è l’ultimo dei problemi”.

Anche a Viterbo la Lega sta prendendo piede. Conosce un po’ la condizione del territorio?
“Conosco bene Viterbo e ci sono stato in occasione di Santa Rosa. Umberto Fusco, che è una è una persona assolutamente in gamba, sta lavorando per diffondere il nostro progetto. Durante la mia visita ho avuto modo di parlare con imprenditori che stanno soffrendo, in agricoltura e in artigianato, per le normative europee demenziali e la folle tassazione nazionale. Problemi comuni a tutta l’Italia. Bisogna, invece, far ripartire l’economia e corteggiare il Made in Italy, perché ci sono delle perle che l’Europa, invece, non valorizza”.

Le priorità per il paese secondo Matteo Salvini?
“Stop all’immigrazione e rilancio del lavoro. Non c’è nient’altro da aggiungere”.

Paola Pierdomenico


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17 novembre, 2014

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