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Nepi - Azienda confiscata al clan Nuvoletta - Intervento di Mazzoli (Pd) all'iniziativa sul tesseramento

“La lotta alla mafia è difesa della democrazia”

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Il deputato Alessandro Mazzoli all'iniziativa sul tesseramento Pd

Il deputato Alessandro Mazzoli all’iniziativa sul tesseramento Pd

Il deputato Alessandro Mazzoli all'iniziativa sul tesseramento Pd

Il deputato Alessandro Mazzoli all’iniziativa sul tesseramento Pd

Nepi – “Le organizzazioni criminali puntano alla rottura dello stato democratico. Non possiamo disperdere la forza delle compagini che, essendo appunto democratiche, costituiscono un argine alle infiltrazioni. Partecipare alla vita del Pd è anche questo: difendere la propria comunità”.

Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, partecipando ieri sera all’iniziativa sul tesseramento a Nepi che il circolo locale ha collegato al tema della presenza delle mafie sul territorio.

Erano presenti il sindaco Pietro Soldatelli, il segretario locale Fabrizio Lucatello, quello provinciale Andrea Egidi e il giornalista Daniele Camilli.

L’incontro si è aperto con Lucatello, Soldatelli e Camilli che hanno ricostruito la vicenda del bene confiscato alla camorra a Nepi e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio. In particolare, il comune nepesino ha affidato tramite bando a un’associazione temporanea di imprese composta da quattro cooperative (Fattorie Solidali, Fattoria di Alice, Gea, Punto e a Capo) la gestione di un’azienda agricola confiscata al clan Nuvoletta nel 1997. Nel 2009 era stata affidata dal Demanio al comune, nel 2011 è avvenuta l’acquisizione ufficiale e solo dopo l’insediamento del Pd alla guida dell’ente il processo di assegnazione è stato accelerato. Nella struttura verrà realizzata un’azienda agricola, sono previste assunzione di persone con difficoltà economiche, una collaborazione con la Asl e con le scuole. Sono altri sei i beni confiscati alle mafie nel Viterbese e altri sono stati posti sotto sequestro.

Mazzoli, ricordando Pio La Torre, ha ripreso il suo insegnamento: “La lotta alla mafia significa difendere lo Stato democratico. Sono tra coloro – ha detto – che non ritenevano necessaria la deposizione di Giorgio Napolitano sulla trattativa Stato mafia. Ma le sue parole, comunque, rappresentano una lettura importante della storia del Paese, ribadendo che le stragi del ’92 e del ’93 non erano solo il tentativo della mafia di ottenere un alleggerimento del 41 bis, rappresentavano anche la volontà di destabilizzare lo Stato democratico. La lotta alla mafia è una nostra grande priorità: significa attenzione da parte di chi governa ma anche azione quotidiana di una comunità attenta che respinge le interferenze illecite pure partecipando alla vita democratica tramite i partiti”.

Mazzoli ha quindi ricordato l’istituzione da parte del governo dell’autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, spesso audito in commissione Ambiente di cui il deputato fa parte. “Dall’ultimo rapporto di Libera – ha ricordato ancora – risulta che sono 11.238 i beni immobili confiscati alle mafie. Il 90 per cento si concentra in cinque regioni: Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Lombardia. Sul totale, 1708 sono beni aziendali che hanno l’esigenza di tornare a una nuova gestione ma spesso non riaprono più per problemi burocratici e mancanza di fondi. Sempre secondo l’associazione, sono 395 i soggetti individuati a livello nazionale che rappresentano le buone pratiche di gestione dei beni confiscati. Nella maggioranza dei casi si tratta di associazioni e cooperative”.

Da qui la valenza che l’iter adottato dal comune di Nepi rappresenta per riconsegnare alla comunità un bene che le era stato illecitamente sottratto. “Se però immaginiamo un progetto solo locale – ha avvertito Mazzoli – faremo più fatica a ottenere i successi sperati. Dobbiamo invece costruirvi intorno una rete, sia tra associazioni sia tra istituzioni come provincia e regione. A livello nazionale ed europeo esistono diverse opportunità di finanziamento. Ce ne erano nella programmazione 2007-2013, ce ne saranno in quella 2014-2020”.

Mazzoli ha quindi parlato del senso dell’iscrizione al Pd. “Abbiamo – ha spiegato – bisogno di un partito organizzato, fatto da iscritti che ci mettono il loro impegno quotidiano. Se il Pd vuole continuare a essere una forza democratica con il 41 per cento dei consensi, ha bisogno di persone vere. La nostra forza è data da questo e anche dalla diversità delle realtà che compongono il partito. La scissione – ha ribadito – è un’ipotesi che non condivido e che considererei un grave errore, significherebbe perdere un’occasione storica. Abbiamo bisogno di partecipazione e di tutte le forze che compongono il Pd, nel rispetto reciproco delle storie e dei percorsi”.


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2 novembre, 2014

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