![]() Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini |
Viterbo – “Oggi chiudo la fase d’ascolto, quindi prenderò le decisioni del caso”.
Ci vorrà qualche ora in più rispetto a quanto previsto, ma il sindaco Leonardo Michelini spera di poter chiudere la verifica in comune entro mercoledì.
Prima di partire per Avignone, dove lo attendono per perfezionare il gemellaggio con Viterbo. Magari riuscirà ad andarci con animo più sereno, avendo risolto i problemi all’interno della sua coalizione.
Intanto però, il primo cittadino, dopo le ultime prese di posizione in zona Partito democratico, in particolare su due consiglieri Oltre le mura (Tofani e Moltoni), per la vicenda Cev e la loro permanenza in maggioranza, ci tiene a mettere alcuni paletti.
“Ci tengo a dirlo in modo chiaro. Oltre le mura non arreca nessun disagio alla coalizione e nemmeno al Pd, visto e considerato che con Oltre le Mura Michelini è andato al ballottaggio e poi ha vinto, anche con l’aiuto d’altre forze, compresa Viva Viterbo”.
Parla dei riferimenti alla vicenda Cev?
“Sono situazioni personali. Non entro nel merito, ma ci tengo a precisare che non c’entrano nulla con la verifica che sto portando avanti. Agli interessati auguro di risolvere il prima possibile. E’ una situazione che non mette in discussione la loro buonafede. Quando si amministra, situazioni simili possono capitare. Lo ridico. Questo aspetto non rientra nella verifica per quanto mi riguarda”.
A che punto è con le “consultazioni”?
“Ho quasi terminato l’ascolto delle varie posizioni e orientamenti nei gruppi che mi sostengono. Oggi chiudo. Quindi decido sul momento di difficoltà che abbiamo e che è apparso anche nei consigli comunali. Finita la fase d’ascolto prendo le mie decisioni, una volta espletati due o tre passaggi. Mercoledì sono ad Avignone, spero di riuscire a farlo prima di partire”.
Non le pare che la sua maggioranza vada avanti piuttosto a ruota libera e stia accusando più di un problema?
“Raccomanderei a chi prende determinate posizioni e rappresenta partiti o associazioni, di favorire la coesione. Gli incontri di questi giorni devono servire a migliorare i rapporti. Se c’è chi pensa, anche in buona fede, di fare determinate affermazioni supponendo che possano servire a qualcuno, partito o associazione che sia, sta sbagliando strada. La coalizione è l’unico obiettivo. Quella per la quale stavolta hanno votato un sindaco diverso. Senza, Michelini manco al ballottaggio sarebbe arrivato. E’ l’elemento che ha determinato la nuova amministrazione”.
Si parla di scambi di deleghe in giunta. Che c’è di vero?
“Queste voci fanno male a tutti. Capisco che sopratutto la stampa ne debba parlare. Io però, nel rispetto dei ruoli, le cose si dicono quando sono decise. Non è che io non voglia parlare. Non è utile fino a quando la panoramica non è stata fatta”.
Nella verifica che sta portando avanti terrà conto di settori che non funzionano come dovrebbero?
“Ha detto bene. Si tratta di settori. Nei settori ci sono gli assessori e i dirigenti. C’è il personale, gli impiegati. E ovviamente l’assessore dà l’indirizzo politico. Io credo che i rapporti vadano sistemati. In diversi modi. Dove possibile, effettuando sostituzioni, altrimenti pensando ad altre ipotesi. Quello che è certo, è che va ricreato un rapporto proficuo tra gli uffici e chi dà l’indirizzo politico. Io non mi soffermo in un settore piuttosto che in un altro. Può succedere ovunque. In un anno e mezzo, quello che ho notato è che spesso c’è una separazione fra indirizzo politico – amministrativo e la struttura. Si deve superare”.
Come?
“E’ quello che sto facendo. La criticità fra gestione e politica va superata. Inutile fare nomi. Indicare questa o quella parte. La nostra responsabilità è non avere lavorato da subito per migliorare questo rapporto. In un’azienda se non c’è feeling fra chi decide e chi deve attuare, mettere in pratica le linee, come si fa ad andare avanti? Questo succede pure in comune”.
Non teme che allungando troppo i tempi, la crisi possa complicarsi e sfuggirle di mano? Dopo Oltre le mura e Pd, adesso si è inserito anche l’Ncd. Si parla di un assessorato.
“La coalizione è composta da queste forze, che hanno determinato il cambiamento. Ma se chi ne fa parte non capisce che conta la squadra e non l’attaccante che segna, non va bene. Non servono solisti. Occorre un gruppo. L’allenatore lo faccio io. Qui se si perde, non è che perde il difensore o il portiere. Perdiamo tutti. Credo che questo concetto di squadra non a tutti sia chiaro. Fino a oggi siamo stati in fondo alla classifica. Oggi serve guidare un gruppo di vincenti. Non però con qualcuno che dribbla o effettua fughe in avanti”.
Giuseppe Ferlicca
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