Viterbo – (g.f.) – Oltre le mura s’abbatte sul regolamento del verde. In terza commissione si discute articolo per articolo il documento, ma a un certo punto il gruppo s’impunta.
Parla a nome di tutti Chicco Moltoni: “Abbiamo qualche perplessità sull’argomento – spiega Moltoni – vorremmo approfondire”. Il presidente Goffredo Taborri chiedo come intendano i consiglieri di Oltre le mura, portare avanti l’approfondimento. Moltoni risponde in modo inequivocabile: “Approfondendo”. Chiaro.
Niente voto su articolo e commi. Si è passato al successivo, altrimenti da Oltre le mura si sarebbero astenuti.
Una situazione che oltre nel merito è figlia anche della rottura che si è consumata in maggioranza. C’è la crisi e la situazione è tesa.
La lista civica che sostiene Michelini e Treta, si sono allineati alle posizioni della minoranza sul punto che stabilisce regole precise per la potatura e la capitozzatura degli alberi.
In pratica vanno chieste le autorizzazioni. Per l’opposizione, da Santucci a Grancini si sono abbattuti contro. Così, sostengono, si costringono i viterbesi ad avanzare richieste anche per alberi di poco pregio su proprietà private e li si espone a multe se non si eseguono potature in linea con la norma che si voleva approvare.
Perché il regolamento presentato da Saraconi stabilisce una volta per tutte un principio: le misure contano.
Per i rami fino a venti centimetri tutto bene, per quelli di circonferenza maggiore cominciano i guai.
Senza contare che le potature sono possibili, secondo l’articolo sotto accusa, solo in determinati periodi dell’anno. Se ne riparlerà.
Anche perché nella maggioranza non è solo Oltre le mura ad avere dubbi. Augusta Boco (Pd) è categorica: “La pianta è mia e ci faccio che mi pare”.
Intendendo che sulla proprietà privata, ognuno si fa gli alberi suoi. Non va meglio all’articolo successivo. Pure in questo caso la commissione lo rimanda.
Dopo un’ora e mezza tutti a casa. Una seduta particolarmente proficua. Almeno è servita agli uomini di Oltre a parlare tra loro.
Insieme a Livio Treta, i consiglieri del gruppo, durante la commissione hanno discusso. Facile immaginare di cosa. La crisi in comune aperta dal loro capogruppo Maurizio Tofani. Che è sembrato un po’ teso. Con meno voglia di scherzare rispetto al solito.
Soltanto l’inizio della seduta ha avuto un barlume di normalità. Con lo scontro, per una volta, non all’interno della maggioranza, ma fra quest’ultima e l’opposizione.
Claudio Ubertini (FI) chiede d’anticipare la discussione sull’appalto al cimitero di Grotte santo Stefano. Vecchia storia.
Il presidente Taborri media: primo punto all’ordine del giorno lunedì prossimo. Ma il centrosinistra non vuole discutere. Bocciato.
Ubertini non la prende bene: “Prendiamo atto – osserva Ubertini – che in commissione da qui a Natale si parlerà solo di regolamento del verde. Non portate altri punti, dal momento che vi rifiutate di discutere d’altro”.
Ubertini avvertendo la maggioranza non ha sbagliato di molto.
Vista la velocità e l’altro tasso di produttività della commissione, di questo passo nemmeno a Natale 2015 il regolamento sarà licenziato.
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