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Viterbo - Comune - Il centrosinistra s'incarta in commissione sulle zone dove lasciare la vecchia norma - Prima si litiga, poi riunione e la seduta finisce in un nulla di fatto

Liberalizzazione pubblici esercizi, pasticcio della maggioranza

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Il consiglio comunale - Gianmaria Santucci

Viterbo – Il consiglio comunale – Gianmaria Santucci

Viterbo – L’amministrazione Michelini s’incarta pure su vie e piazza di Viterbo. A Natale per regalo un navigatore satellitare a tutti.

Ieri mattina in seconda commissione si discute del regolamento sui pubblici esercizi, ma quando si arriva a stabilire i criteri in base ai quali è possibile aprire un’attività, è caos.

L’intenzione del comune è liberalizzare, con il criterio di una semplice comunicazione d’avvio attività. In assenza di risposte in trenta giorni, è tutto a posto. Fin qui tutto bene.

E’ sulle eccezioni che la maggioranza ha dato il meglio (o forse il peggio), condito da una buona dose d’approssimazione.

La liberalizzazione vale dappertutto, tranne in alcune zone. Prima più ampie, poi ridotte.

Si rimane con il vecchio sistema a corso Italia, via Roma, piazza del Comune, piazza san Lorenzo e piazza san Pellegrino. Qui per alzare le saracinesche bisognerà chiedere la vecchia autorizzazione.

In base a quale criterio? Non si sa. “Noi abbiamo contestato questo modo di fare – spiega Gianmaria Santucci (Fondazione) – nel momento in cui sono andati a ridurre la zona d’esenzione.

E’ evidente che non si può fare così. Non è che ti alzi, prendi una cartina e a segni dove vale una regola e dove vale l’altra. Devi prima stabilire i criteri, i requisiti, poi in base stabilisci le vie. Non lo può certo fare il consiglio comunale.

Ho chiesto che sia espresso un parere di legittimità”.

Ieri mattina in commissione è apparso evidente che dagli uffici, con questa struttura del regolamento, difficilmente potrà arrivare il via libera.

Come se non bastasse, nella maggioranza c’è chi come Paolo Moricoli ha contestato anche i requisiti. Per aprire ci devono essere determinati metri quadrati, un tot numero di bagni. Limitante.

Ne è nato un acceso confronto nel centrosinistra, per non dire una bella litigata. Morale della favola, si sono riuniti fra loro e la commissione è finita lì. Senza concludere nulla. Tutto rinviato a mercoledì prossimo.

“E’ evidente – insiste Santucci – che così il regolamento non regge. Non si capisce, ad esempio, come mai per il corso si debba chiedere l’autorizzazione e non invece a piazza del Gesù, ma poi di nuovo sì su via Roma.

Se venisse applicato questo tipo di regolamento, una pizzeria che si trova su corso Italia dovrebbe chiedere le autorizzazioni, ma un bar che invece è su via della Sapienza, ma sempre nello stesso palazzo che fa angolo con il corso, sarebbe esonerato.

E’ chiaro che i primi dovendo aprire, farebbero ricorso”.

Occorrono i criteri e certamente più criterio.

Giuseppe Ferlicca


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6 novembre, 2014

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