Viterbo – Tagli ai comuni, la riforma del Governo a conti fatti, a Viterbo conviene.
Dal prossimo anno cambiano i parametri. C’è un miliardo e mezzo di tagli agli enti locali. Ai comuni, poi, è imposto l’obbligo di accantonare in fondi di garanzia per crediti iscritti magari da anni a bilancio, ma che non si riescono a riscuotere.
Infine, si attutiscono gli effetti del patto di stabilità.
La combinazione di questi tre elementi nel capoluogo, stando ai calcoli del Sole 24 Ore è positiva.
A fronte di comuni, come Reggio Calabria, che si vede tagliare qualcosa come 31 milioni, a Viterbo non c’è una perdita, ma un guadagno.
Renzi in regalo alla città dei Papi porta tagli ulteriori per un milione e 600mila euro e un obbligo accantonamento crediti per un milione e 467mila euro.
Tuttavia, l’effetto della riduzione del patto di stabilità è calcolabile in tre milioni 837mila euro, il che porta il saldo in positivo, per 715mila255 euro, ovvero undici euro per abitante.
Calcolando che la media nazionale equivale a una perdita secca per mezzo milione di euro, 61 euro ad abitante, poteva andare peggio.
A Roma la perdita per abitante è di 111 euro, a Frosinone è calcolata in tre euro in meno, Latina 57 (deve accantonare nove milioni per crediti di difficile riscossione e Rieti 60.
Viterbo è il solo comune in attivo nel Lazio con le nuove norme.
Non è comunque tutte rose e fiori, anzi.
La città dei Papi già sta sperimentando la riforma della contabilità, quindi in qualche modo ha già “accusato il colpo” e comunque i tagli ci sono stati.
Si va in positivo solo perché il patto di stabilità allenta la sua morsa.
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