Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A Viterbo tra il 2013 e il 2014 11.599 persone hanno perso il posto di lavoro.
Questi numeri terribili e inquietanti sono lo specchio di quanto la crisi ha prodotto e di quello che socialmente purtroppo comporterà nell’immediato futuro.
Dietro i numeri ci sono persone e famiglie che in questo caso hanno perso il posto di lavoro e che si trovano ad affrontare, con la fine degli ammortizzatori sociali, situazioni drammatiche.
Senza il lavoro le persone perdono dignità e il Paese si disgrega.
Ecco perché diremo nelle piazze, con lo sciopero generale, e continueremo a dirlo se il governo non ci ascolta, che il paese ha bisogno di ben altro che non le scatole vuote di un governo che non dialoga con il paese ma è avvinghiato a discussioni buone per esercitare il potere e non per governare un paese e portarlo fuori dalla crisi.
Le politiche economiche e quelle sul lavoro hanno peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone, indebolito i nostri sistemi di protezione sociale e ridotto le tutele per chi è più colpito dalla crisi.
Tipologia Ammortizzatore sociale | anni | Viterbo | Totali parziali | Civita castellana | Totali parziali | TOTALI 2013-2014 |
ASPI | 2013 | 2479 | 4823 | 1312 | 2497 | 7320 |
2014 | 2344 | 1185 | ||||
MINI ASPI | 2013 | 1241 | 2472 | 432 | 977 | 3439 |
2014 | 1231 | 545 | ||||
MOBILITA’ | 2013 | 309 | 464 | 283 | 366 | 830
|
2014 | 155 | 83 | ||||
7759 | 3840 | 11589 |
I dati riportati in tabella parlano di una situazione drammatica che non tiene neanche conto degli ultimi licenziamenti collettivi a Civita Castellana (circa 100).
In aggiunta a questi dati bisogna ancora determinare il numero delle mobilità ordinarie che a Civita Castellana erano state autorizzate e che termineranno i loro effetti a Dicembre 2014.
Numeri alti e preoccupanti sui quali la politica locale dovrebbe interrogarsi e produrre atti concreti per cercare di dare risposte, non solo chiacchiere, al malessere profondo che sta aumentando e che non sappiamo ancora che cosa produrrà in tensioni sociali nel 2015.
Lo sciopero generale e le mobilitazioni servono anche a questo: alzare alta e forte la voce di questa parte di Italia, che è stata colpita brutalmente dalla crisi e che aspetta dal Governo, insieme ai precari e ai disoccupati, ai giovani e ai pensionati risposte e fatti concreti, non solo chiacchiere.
Carlo D’Ubaldo
Segretario generale Cgil Viterbo
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