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Economia - Il segretario generale Uil Viterbo Giancarlo Turchetti fa un quadro della situazione attuale

“92mila ore di cassa integrazione straordinaria”

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Giancarlo Turchetti (Uil)

Giancarlo Turchetti (Uil)

Viterbo – “Cassa integrazione a livelli storici. Livelli allarmanti, preoccupanti, drammatici. In provincia di Viterbo, la cassa integrazione straordinaria è passata dalle 2.924 ore autorizzate di settembre alle 92mila di ottobre. Una crescita esponenziale”.

A renderlo noto è Giancarlo Turchetti, segretario generale Uil Viterbo. Ed è quanto emerge dai dati elaborati ed analizzati dalla Uil di Roma e del Lazio.

“E non va meglio in tutto il resto della regione – prosegue Turchetti -. Anzi, con oltre 100 mila lavoratori in cassa integrazione e un aumento mensile di circa il 180% delle ore autorizzate, il Lazio si colloca al primo posto in Italia nella classifica delle regioni con gli aumenti maggiori di cig.

Due gli aspetti principali che emergono dal rapporto Uil riguardanti la cassa integrazione nella Tuscia. Diminuisce quella ordinaria e aumentano quelle straordinaria e in deroga. Ciò significa – sottolinea il Segretario Generale della Uil Viterbo – che da un lato molte aziende hanno chiuso e non c’e’ più lavoro – questo indica la diminuzione della cassa integrazione ordinaria – dall’altro che la crisi non è affatto finita, avviandosi invece a diventare strutturale, colpendo in via definitiva sia le grandi che le piccole aziende, ossia quelle al di sotto dei 15 dipendenti: una polmonite violenta che si sta trasformando in bronchite cronica. Un dato devastante che viene fuori dall’aumento della cassa straordinaria (che fa riferimento alle grandi aziende) e da quello della cassa in deroga (piccole aziende). Ci aspetta quindi un periodo ancor più nero con un presente e un futuro lavorativo che rischia di essere caratterizzato da altri licenziamenti e altre aziende costrette a chiudere. Una situazione che spiega anche perché la provincia di Viterbo sia al 71mo posto in Italia nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita.

E la spiegazione – conclude Giancarlo Turchetti – e’ semplice: la qualità della vita peggiora perché le persone vengono licenziate. La qualità della vita precipita perché il potere d’acquisto dei cittadini e’ annullato. La qualita’ della vita cade a picco perché c’e’ il rischio che alcune famiglie non abbiano pù niente da mangiare”.

“€œUno dei mesi peggiori dall’€™inizio della crisi a oggi – ha commentato invece il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri -.€“ Dopo i dati devastanti dello scorso settembre, con aumenti che soltanto nella Capitale superavano il 70%, speravamo, se non in un calo, almeno in una stabilizzazione della situazione. Invece, le cifre ci confermano purtroppo che la crisi è molto più strutturata: non a caso a crescere è soprattutto il numero delle ore di cassa straordinaria che nelle province raggiunge picchi spropositati”€.

A Frosinone ad esempio le ore di cassa straordinaria passano da circa 300 mila a settembre a oltre 9 milioni nel mese di ottobre. Situazioni analoghe anche a Latina e, come già detto, a Viterbo, dove a settembre le ore autorizzate di cig straordinaria erano pari rispettivamente a 13.637 e a 2.924 per raggiungere ad ottobre circa 157 mila (Latina) e circa 92 mila (Viterbo).

Fa eccezione la Capitale dove la cig straordinaria cresce soltanto del 6,1% rispetto al mese precedente, ma continua l’aumento esponenziale della cassa ordinaria che segna un +93,7%.

Altre nuove crisi che continuano ad aprirsi nella Capitale -€“ spiega Bombardieri -€“ già lo scorso mese denunciavamo una città allo sbando, adesso la situazione è ulteriormente precipitata e coinvolge anche settori finora meno colpiti”€.

Il riferimento è soprattutto all’€™artigianato dove le ore complessive di cig a settembre registravano un lieve calo e adesso raggiungono il più 230%. Incrementi elevati anche per il commercio (+228,5%), l’industria (+189,2%) e l’€™edilizia (+74%).

Non va meglio sul confronto annuo: rispetto a ottobre 2013 i lavoratori del Lazio in cassa integrazione sono aumentati di circa 45 mila unità e le ore di oltre l’80%, collocando così il Lazio tra le prime cinque regioni italiane ad aver subito l’€™incremento maggiore di cig anche su base annua.

La mobilità dei dipendenti di moltissime aziende di Roma e della regione sono purtroppo l’€™esempio concreto di quanto riportano i numeri -€“ conclude Bombardieri -. Nel complesso, emerge un quadro fortemente problematico destinato a peggiorare se non si interviene immediatamente con politiche sociali serie e incentivi al lavoro, oramai sostituiti da licenziamenti collettivi e mobilità improvvise”€.


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3 dicembre, 2014

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