Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Nuovi ambiti di bacino idrico per affermare acqua pubblica e protagonismo delle comunità.
La legge regionale 5/2014 sulla tutela, governo e gestione pubblica dell’acqua , è lo straordinario risultato di un lavoro condiviso tra consiglio regionale, consigli comunali, movimenti e comitati locali.
La legge contiene una serie di precise scadenze entro le quali dovranno essere approvati ulteriori e indispensabili atti per la sua definitiva applicazione.
La individuazione dei nuovi bacini idrografici è uno degli atti essenziale però i nuovi modelli gestionali pubblici.
E’ proprio sulla individuazione del bacino idrografico che si fonda il ruolo delle comunità nella gestione del bene acqua.
E’ all’interno del bacino idrico che il rapporto tra comunità e acqua, tra cittadini e luogo può trovare la giusta dimensione.
E’ negli ambiti di piccole dimensioni, sovracomunali e fondati sul forte legame tra abitanti e luogo che si rinsalda il senso di appartenenza e si individuale rafforzare il senso di responsabilità nella gestione del bene acqua.
Ognuno deve poter riconoscere, nel gestore del proprio piccolo ambito, il riferimento della salubrità del proprio fiume e della propria acqua affinché non si disperda il valore dell’abitare consapevole e si rafforzi la gestione pubblica, partecipata e consapevole del servizio.
Un solo bacino regionale, con un conseguente unico gestore, spezzerebbe l’insostituibile valore del luogo e dell’abitare e condurrebbe la gestione dentro logiche di mercato a cui non possiamo permettere di divorare anche l’acqua.
Il lavoro collettivo di geologi, ricercatori e il contributo dei tanti saperi dei movimenti per l’acqua pubblica ha prodotto una concreta proposta di suddivisione del territorio regionale in ambiti di bacino idrico rispettoso del cammino delle acque e del loro rapporto con i territori e gli abitati.
Martedi 16 dicembre alle 16, nella sede del consiglio regionale in un’assemblea pubblica, promossa dai movimenti per l’acqua, avremo la possibilità di un confronto partecipato dove cittadini, comitati, istituzioni provinciali e regionali potranno contribuire alla costruzione della definitiva proposta sugli ambiti e sulle forme di gestione.
E’ urgente approvare gli schemi attuativi della legge e apportare le modifiche alla stessa per frenare la tendenziosa impugnativa del Governo Renzi il quale chiaramente predilige la privatizzazione dei servizi idrici.
La legge regionale n. 5/2014 deve essere applicata, nel rispetto dei milioni di cittadini che hanno votato il referendum del 2011, e la definizione dei nuovi ambiti rappresenta il fondamento.
Affinché l’acqua pubblica sia una vera pratica dobbiamo contribuire alla definitiva approvazione della legge regionale e all’applicazione dei suoi principi portando fuori l’acqua dal mercato e dalle cattive gestioni che pesano anche sui nostri territori e sui cittadini.
Bengasi Battisti
Sindaco di Corchiano
Enti locali per l’acqua pubblica
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