Viterbo – Presso la sede dell’ICult di Viterbo in una giornata organizzata dalla sezione territoriale dello zooprofilattico si è parlato di avvelenamenti di animali domestici e selvatici.
L’evento, organizzato per divulgare i dati degli ultimi 10 anni della situazione del territorio, dei casi più frequenti di avvelenamento e delle zone più colpite dal fenomeno, è stato l’occasione per celebrare anche a Viterbo il centenario dell’Istituto.
Il direttore generale Remo Rosati con il direttore della sezione Luigi De grossi hanno accolto i partecipanti che hanno manifestato apprezzamento per il lavoro di ricerca, indagine e raccolta dati svolto dalla sezione.
La collaborazione con il Centro nazionale di referenza di medicina veterinaria forense, attivo presso la sezione di Grosseto, ha spiegato Erika Ciarrocca, porta risultati molto importanti per mappare le zone più a rischio su cui insistere con i controlli delle forze dell’ordine.
Alberto Brozzi ha illustrato dieci anni di risultati per la provincia di Viterbo con 775 capi esaminati e 610 casi di avvelenamento confermati con una percentuale di positivi di circa il 70% a carico soprattutto di cani e gatti di proprietà e ricoverati in canili.
Dieci anni di attività hanno permesso di creare un data base per la provincia di Viterbo che permette di incrociare tutte le informazioni di ogni singolo caso (dati, numeri, veleni, diagnosi, razze, specie etc.) per arrivare ad una mappatura precisa del fenomeno nella nostra provincia. Il data base va interpretato non già come una mera raccolta di informazioni ma come uno strumento “vivo” che può essere interrogato di volta in volta mettendo le risposte a servizio delle autorità e delle istituzioni competenti.
L’argomento è importantissimo e grande è il contributo che l’impegno e la presenza dellâistituto portano al territorio, questo è stato quanto evidenziato dai rappresentanti politici presenti all’Icult, il presidente della provincia Marcello Meroi, per il sindaco Nichelini la consigliera Mariarita De Alexandris e il consigliere regionale Riccardo Valentini.
Momento di commemorazione in apertura di giornata quando Giulio Curti, responsabile dell’Icult di Viterbo ha riconsegnato al direttore generale dello zooprofilattico Remo Rosati, l’originale targa identificativa della sezione che era nel 1952 nell’ex mattatoio, ora ristrutturato Icult, fino al al trasferimento dei laboratori in Strada Terme 4/A, attuale sede della sezione.
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