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Viterbo - Economia - Il segretario Giancarlo Turchetti (Uil) lancia l'allarme

“Aumentano i costi della politica e i lavoratori pagano”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Mentre i lavoratori pagano il prezzo della crisi e, se ciò non bastasse, dovranno sopportare anche le conseguenze del Jobs Act e della legge di stabilità, i costi della politica continuano invece ad aumentare come se nulla fosse”.

A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo, prendendo spunto dai dati elaborati dal servizio politiche territoriali della unione italiana del lavoro sui bilanci preventivi di spesa 2013 e 2014 raffrontando la spesa dei due anni e tenendo conto della manovra di assestamento del bilancio dello Stato (ottobre).

Un raffronto che ha preso in considerazione anche i preventivi di spesa, in quanto essi rappresentano l’atto principale con cui si manifestano le scelte politiche dei singoli livelli istituzionali: esecutivi (Governo) e legislativi (Parlamento).

“Ad esempio – prosegue Turchetti – il funzionamento degli organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri), prevede costi che saranno di oltre tre miliardi di euro, in aumento del 2% (più 60 milioni di euro) rispetto al 2013.

Per il funzionamento degli Organi Costituzionali (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale), per il 2014 sono poi previste spese per 1,8 miliardi di euro in aumento dello 0,3% rispetto allo scorso anno (più 5,8 milioni di euro).

Stabili invece le spese per la Presidenza della Repubblica (228 milioni di euro); quelle per la Camera dei Deputati (943 milioni di euro), quelle per il Senato della Repubblica (505 milioni di euro) e quelle per la Corte Costituzionale che ammontano a 52,7 milioni di euro. Diminuiscono, ma al rallentatore – spiega il Segreterio Generale della Uil Viterbo – le spese per i rimborsi elettorali ai partiti (meno 0,4%), assestandosi nel 2014 a 91 milioni di euro (meno 380 mila euro rispetto all’anno precedente). Aumentano di 6,2 milioni di euro le altre spese per il funzionamento degli Organi Costituzionali, dovuti per lo più alle somme da assegnare al Parlamento per il funzionamento dell’‘Ufficio parlamentare di bilancio’”.

Per il funzionamento degli Organi a rilevanza Costituzionale (Corte dei Conti, Consiglio di Stato, Cnel, Csm, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia), sono previste spese per 527 milioni di euro, in aumento del 5,2% rispetto al 2013 (più 26 milioni di euro). In particolare, per il funzionamento della Corte di Conti la spesa prevista è di 281 milioni di euro (più 4,5%); per il Consiglio di Stato è di 189 milioni di euro (più 7,1%).

Per il CSM è di 36 milioni di euro (più 3,8%); per il CNEL ammontano a 19 milioni di euro (meno 0,5%); per il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia sono pari 1,8 milioni di euro (più 0,8%). Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, per il 2014, sono previste spese per 484,3 milioni di euro, in aumento del 5,6% (25,8 milioni di euro), rispetto al Bilancio preventivo 2013 (458,6 milioni di euro).

Tali dati sono riscontrabili nella Legge di Bilancio 2014 (legge 148/2013), modificata con l’assestamento di Bilancio (legge 145/2014 approvata nel mese di ottobre), che vede per la Presidenza del Consiglio un ulteriore aumento di 6 milioni di euro, rispetto alle previsioni iniziali 2014 (Governo Letta), che erano aumentate a 478,2 milioni di euro.

I costi previsti per l’indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro) ammontano a 204,4 milioni di euro, in aumento dell’1,3% rispetto al 2013. In particolare, la spesa diminuisce in otto Dicasteri (Lavoro, Giustizia, Esteri, Istruzione, Ambiente, Agricoltura, Beni Culturali e Infrastrutture e Trasporti), mentre aumenta in 5 Dicasteri (Economia, Sviluppo Economico, Interno, Ambiente, Salute).

“Siamo assolutamente consapevoli che la Democrazia ha i suoi costi – conclude Giancarlo Turchetti – ma siamo altrettanto coscienti che così proprio non va, soprattutto oggi che molte famiglie non riescono a tirare avanti a causa di licenziamenti, cassa integrazione, aziende che chiudono. È fondamentale tagliare i costi della politica, non i redditi dei lavoratori. È fondamentale introdurre costi standard anche per i costi della politica, stabilendo un tetto ben preciso”.


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10 dicembre, 2014

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