Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho sempre cercato di evitare i proclami ed i confronti politici a mezzo stampa, perché considero anche questo, il modo prescelto per fare passerella e per avere visibilità politica da parte di chi non ha progetti veri e cose concrete da raccontare.
Penso che bisogna lavorare in silenzio, guardare avanti sempre e soltanto per il bene della città e che non giova fare distinguo di natura politica.
In tale spirito ho gestito sinora e con attenzione, anche l’evoluzione del progetto Plus.
Il consigliere, ex sindaco Marini però, con il suo articolo uscito sulla stampa, mi costringe a fare alcune puntualizzazioni.
Si parla di semplice, ma significativo gesto con cui si è finalmente sdoganato il progetto Plus e che si augura che questo inizio possa recuperare il tempo perduto.
Preciso la mia posizione sull’argomento.
Pur non condividendo il tipo di intervento previsto nella valle di Faul (ho sempre ricordato il valore storico e paesaggistico del sito rapportandolo, per esemplificare, al Circo Massimo a Roma e che perciò avrebbe meritato rispetto e meno “progettazione”con profusione di panchine, viali e lampioni tanto da cancellarne definitivamente l’identità), per responsabilità e riconoscendo il valore dei finanziamenti ottenuti, ho cercato di lavorare per migliorare, per quanto possibile, la progettazione.
Ho, quanto meno fatto in modo di eliminare la cavea, il palco del Papa, di trasformare la pensilina ex capolinea autobus, da vetrina di prodotti tipici a Urban Center della città.
Ho proposto ed avviato l’acquisto della ex chiesa di S. Croce, nonché della residua proprietà Eni in piazza Martiri d’Ungheria.
I tempi sono del tutto rispettati e non ci sono stati fermi se non dovuti all’imprevisto dei rinvenimenti archeologici sotto il Lazzaretto ed alle indagini geotecniche suppletive per la realizzazione degli ascensori del duomo.
Fatta questa precisazione, comunico al consigliere Marini che la mia scelta di restare in giunta, molto sofferta, è stata dettata soprattutto dalla necessità morale, politica ed anche personale, di controllare che venga perlomeno mantenuta la nuova impostazione di indirizzo, riguardo ad alcune scelte della precedente amministrazione, mai giustificabili anche se forse condivise da tutto il consiglio comunale di allora.
Raffaela Saraconi
Assessora comunale all’Urbanistica
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