Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una delegazione dei comitati che s’interessano da tempo dei trasporti della provincia di Viterbo e in particolare del riassetto territoriale del viterbese e del Centro Italia, attraverso la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte, è stata ricevuta il giorno 13 dicembre 2014 da Alessandro Mazzoli deputato viterbese del Partito democratico.
La ferrovia Civitavecchia Capranica Orte, che è parte della ferrovia dei due mari Civitavecchia-Ancona, infatti riveste particolare importanza, poiché permette il congiungimento dei due mari Tirreno Adriatico ed è indicata come prioritaria dall’Unione Europea
Su questa linea sono stati spesi 200 miliardi di lire e altri 123 miliardi, finalizzati alla riapertura, stanziati dallo Stato con il piano integrativo del 1998, sono in mano alle Fs. Il piano di bacino della provincia di Viterbo redatto da professori dell’università La Sapienza di Roma, la indica importantissima per lo sviluppo del territorio.
C’è poi il progetto di riapertura, finanziato dalla Unione Europea, dalla Regione Lazio, dall’Interporto Centro Italia di Orte e dall’autorità portuale di Civitavecchia, che prevede una spesa di 450 milioni di euro. Occorre per bene precisarlo, anche a seguito delle notizie date alla stampa, per errore o volutamente false: per la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte, il progetto non prevede la spesa di 800 milioni di euro, ma di 450.
I comitati che si avvalgono anche della consulenza di esperti ingegneri ferroviari, fra cui l’ingegner Gabriele Bariletti, dell’Università di Roma Tre, hanno inoltre valutato che per rivedere correre i treni sulla linea, attrezzandola di tutto, compresa l’elettrificazione, siano più che sufficienti 200 milioni di euro e che per la riapertura della tratta Capranica Orte,dove sono presenti i binari, siano sufficienti importi addirittura irrilevanti.
La riapertura della tratta Capranica Orte a servizio di pendolari e treni turistici, con il riallaccio delle ferrovie Fs e Atac a Fabrica di Roma e a Viterbo, permetterebbe anche la realizzazione dell’anello ferroviario o Circumcimina, che prevede anche una fermata all’ospedale di Belcolle, permettendo una nuova mobilità ad una utenza calcolata in 150mila persone dal piano di Bacino dei trasporti della provincia di Viterbo.
Con Mazzoli si è anche approfondita la situazione della linea Fs Roma-Capranica-Viterbo per la quali anche Minnucci si è interessato ottenendo il primo risultato dell’eliminazione del passaggio a livello di Crocicchie e l’ipotesi di modifica degli scambi delle stazioni di incrocio della linea ferroviaria Fs Roma Viterbo, dotandoli di scambi percorribili a 60 KM h che permetterebbero ai treni Roma-Viterbo la riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti,
Alessandro Mazzoli ha manifestato la sua piena disponibilità ad ulteriori incontri e la ricerca del coinvolgimento di altri parlamentari laziali per l’approfondimento delle proposte formulate dai comitati ed in particolare rispetto il riequilibrio del territorio viterbese esautorato da Roma metropolitana capitale d’Italia.
Comitati per i trasporti
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