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Viterbo - Il seminario si è tenuto il 10 dicembre nell’aula magna del rettorato

Gli studenti dell’università sulla “Scena del crimine”

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Seminario “Scena del Crimine” - Antonio Grande

Seminario “Scena del Crimine” – Antonio Grande

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Seminario “Scena del Crimine” - Vincenzo Cianchella

Seminario “Scena del Crimine” – Vincenzo Cianchella

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Un momento del seminario “Scena del Crimine”

Viterbo – Gli studenti dell’università sulla “Scena del crimine”. Si è tenuto il 10 dicembre nell’aula magna del rettorato dell’Università della Tuscia il seminario “Scena del Crimine” – attività di polizia giudiziaria- medicina legale investigativa- nell’ambito del corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali (curriculum Investigazioni e sicurezza).

L’aula magna come già avvenuto nei precedenti seminari “Balistica Forense” e “Genetica Forense” era piena di studenti, avvocati, medici, operatori del 118 e della croce rossa, operatori di polizia giudiziaria e appassionati di scienze forensi.

Vincenzo Cianchella, esperto di indagini investigative e coordinatore per le materie tecnico-operative del “curriculum investigazioni e sicurezza”, ha parlato di scena del crimine, di sopralluogo, di indizi e tracce del delitto, di repertazione e catena di custodia.

Immediatamente dopo Antonio Grande, considerato oggi nel mondo delle scienze forensi uno dei più autorevoli esperti di medicina legale investigativa, ha intrattenuto i partecipanti facendo una disamina generale circa l’attività propria del medico legale investigativo considerato sulla scena del crimine il principale attore del sopralluogo.

Ha parlato di tutti quegli aspetti inerenti direttamente o indirettamente il cadavere: la ricerca di tutti gli elementi utili per stabilire l’epoca della morte (triade classica, fenomeni cadaverici trasformativi e fattori ambientali), di esame della lesività anche in rapporto all’identificazione dei mezzi utilizzati, di conservazione e repertazione delle tracce biologiche e della loro distribuzione nell’ambiente e, nei casi di cadaveri sconosciuti, della ricerca di elementi utili per l’identificazione personale.

Il tutto è stato accompagnato da una sequenza di slides riproducenti immagini di omicidi trattati direttamente da Grande e ritenuti tra i più efferati di questi ultimi anni.

Una platea attonita ha seguito ammutolita ma con grande interesse lo scorrere di queste immagini inquietanti che sono state addolcite da una narrazione semplice, efficace, appassionata ed estremamente professionale e avvincente.

Il rettore Alessandro Ruggieri e il direttore del DEIm Alessandro Mechelli hanno espresso lo loro soddisfazione per il grande interesse che ha suscitato la tematica trattata che è stata seguita con entusiasmo da oltre 250 persone.


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12 dicembre, 2014

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