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Viterbo - Comune - M5s soddisfatti per la modifica della tariffa per le case vacanze e gli affittacamere che era sbagliata

“Imposta di soggiorno, correzione è fatta”

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Piazza del Plebiscito - Palazzo dei Priori

Piazza del Plebiscito – Palazzo dei Priori 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando c’è di mezzo una nuova tassa nessuno è mai contento, ma tant’è anche qui a Viterbo è arrivata la tristemente nota imposta di soggiorno, ovvero quel balzello che ogni turista deve pagare, per notte, se ospitato in una delle strutture ricettive insistenti sul territorio comunale.

L’imposta è dovuta per un massimo di sette pernottamenti da coloro che non residenti nel comune di Viterbo, come si diceva, soggiornano in un albergo, in una camera o in una casa vacanze. Bene, anzi no, bene proprio no, perché da segnalazioni che ci sono giunte sembra che il Comune, immaginiamo per un mero refuso, ha emesso delle tabelle con le tariffe sbagliate.

In breve, per ogni tipo di struttura le tariffe dovrebbero essere più elevate per quella che offre servizi di qualità maggiore, meno elevate per quella che offre un servizio più economico; gli alberghi a una stella dovrebbero far pagare una tariffa minore degli alberghi a 5 stelle e così via per ogni tipologia di struttura ricettiva.

Purtroppo, come abbiamo potuto constatare analizzando la nota emessa dal Comune di Viterbo in data 3 dicembre 2014, per le strutture ricettive extra alberghiere e in particolare le case vacanze, e gli affittacamere le categorie sono state equiparate alle stelle degli alberghi quando in realtà non è così: secondo la L.R. 13 del 2007, il suo regolamento di applicazione ma diremmo noi anche secondo il buon senso, una struttura di 1 categoria offre servizi migliori di una struttura di 3 o 4 categoria.

Da qui l’errore commesso: secondo le indicazioni del Comune le strutture ricettive extra alberghiere di categorie inferiori dovrebbero far pagare una tassa di soggiorno maggiore di quella delle strutture di categoria superiore.

Abbiamo contattato il settore Attività produttive del Comune che si occupa della faccenda il quale ha ammesso l’errore commesso; perfettamente concordi col proverbio, “chi non lavora non sbaglia”, siamo certi della buona fede dell’amministrazione e nell’auspicare maggiore attenzione per la prossima occasione siamo contenti che proprio ieri è stata pubblicata la nuova tabella che rettifica e sana il refuso. Ora infatti secondo il principio costituzionale che il sistema tributario è basato su criteri di progressività, ogni gestore farà pagare il balzello secondo i servizi offerti nella propria struttura. Ringraziamo chi ha segnalato la cosa perché, come diciamo sempre: insieme possiamo.

MoVimento 5 stelle Viterbo

 


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23 dicembre, 2014

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