Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Non sappiamo a quale capitolo sia arrivato a leggere il primo cittadino di Montalto di Castro del libro “manuale del ‘buon’ sindaco” ma sembrerebbe che quello delle relazioni sindacali sia stato quantomeno ignorato.
Le organizzazioni sindacali Filaca Cisl, Fisascat Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil non sono mai intervenute pubblicamente sulla questione Mastarna, per rispetto e per delicatezza dei temi in discussione, ma dopo essere state chiamate in causa dal sindaco Caci nel suo, confuso e poco chiaro articolo, non possono che entrare nel merito a quanto accaduto.
Non sappiamo se è una questione di memoria corta o di stato confusionale, ma ricordiamo al signor sindaco che nella riunione svolta in data 9 maggio 2013, lui stesso si presentò dichiarando un esubero di personale nella società Mastarna, in quanto il costo dei dipendenti aveva un peso eccessivo nel bilancio della società che era oltretutto in liquidazione, presupponendo che, il nuovo soggetto aggiudicatario della gestione, del parco di Vulci, non avrebbe potuto sopportare tali costi.
Inoltre, cosa non da poco, la nuova società chiedeva che in mancanza o riduzione di lavoro, nessun lavoratore sarebbe potuto accedere a qualsivoglia ammortizzatore sociale previsto dalla legge, ma unilateralmente questa sarebbe intervenuta direttamente applicando una riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti. In barba alle regole.
Le organizzazioni sindacali recepirono ma non condivisero tale problematica e con forza convinsero la società ad attivare immediatamente il ricorso gli ammortizzatori sociali, con lo scopo di superare momentaneamente le difficoltà esposte e contemporaneamente trovare soluzioni condivise e certe alle esigenze dei lavoratori.
Infatti, le organizzazioni sindacali organizzarono in data 13 settembre 2014 un tavolo con la segreteria dell’assessore Ravera, al quale parteciparono tutti i soggetti interessati, sindaco compreso.
Tale incontro ha sancito in modo unanime la disponibilità economica della Regione Lazio solo se fossero garantiti diritti e occupazione dei lavoratori.
Tutto sembrava risolto nei migliori dei modi invece, con l’ennesimo ripensamento, in un incontro successivo richiesto dalla società Mastarna per ratificare l’accordo definito, la società tornava alla precedente volontà, ovvero quella di trasformare l’orario di lavoro dei dipendenti in part time, qualora diminuisse o venisse meno la mole di attività lavorativa, contro la proposta delle organizzazioni sindacali che era quella di attivare gli ammortizzatori sociali, oltretutto previsti dalla legge.
Come si può pensare, che le organizzazioni sindacali possano avallare un accordo che secondo noi penalizza i lavoratori? Caro sindaco abbiamo la certezza che i lavoratori non abbiano capito il vostro “buon lavoro” al contrario riteniamo che si vedano costretti ad accettare, solo per non trovarsi espulsi da una strategia aziendale che non favorisce le condizioni economiche dei lavoratori.
Rispettiamo tutte le volontà, ma siamo orgogliosi di non aver partecipato a questo momento restando sempre a disposizione per confronti trasparenti tendenti a migliorare le condizioni dei lavoratori e a salvaguardare il parco archeologico di Vulci.
Fabio Turco
Filca Cisl
Fortunato Mannino
Fisascat Cisl
Massimo Guerrini
Fillea Cgil
Francesco Palese
Feneal Uil
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