Viterbo – Difficile affrontare certe situazioni quando le ragioni degli uni equivalgono a quelle degli altri; ancor più se si tratta di argomenti che tirano per la giacchetta – e da angoli opposti – il politically correct.
Poniamoci la domanda: è blasfemo rappresentare la natività con Bambino, Maria e San Giuseppe impersonati da cani? (che sotto l’immagine ci sia scritto Natale invece che Presepe mi sembra irrilevante, l’uno significa l’altro). La risposta è ovviamente no, perché quel che contano sono le intenzioni, ed è evidente che chi ha ideato quella scenetta ha espresso soltanto un tenero amore verso i cani, fino a farli diventare come noi: niente di offensivo verso la Cristianità. Per chi possiede – anzi no, per chi ama – un cane, spesso non ci sono vere differenze con le persone.
Tuttavia, qualche considerazione va fatta.
Innanzitutto, è evidente che ormai il Natale si va sempre più distaccando dal suo senso religioso, e si secolarizza in una manifestazione prettamente consumistica (anche fra i cristiani…) al punto che taluni, sfiorando l’imbecillità, ritengono che non vada neppure festeggiato in una scuola pubblica.
D’altronde, il Natale non è la più importante festa della Cristianità, che è invece la Pasqua. In un famoso graffito romano del II secolo, è raffigurato un asino crocifisso, con evidente scherno verso il simbolo dei cristiani; ma oggi nessuno si sognerebbe di compiere un gesto del genere.
Il Natale invece si innesta su una antica festa solare indoeuropea, e non è certo un caso che oggi anche nelle case degli italiani l’albero prevalga sul presepe, che si associ sempre più spesso la festa al rubizzo volto di Babbo Natale piuttosto che alle guance paffute del bambinello e che la renna sia più rappresentata del bue e l’asinello.
Normale, quindi, che sul Natale si possa giocare qualsiasi partita, senza intaccarne più di tanto il significato religioso, perché il suo carattere sempre più laico consente esperimenti, forme di comunicazione, simbolismi, espressioni e speculazioni commerciali di ogni genere.
Seconda considerazione. Al di là dei riprovevoli messaggi intolleranti ricevuti dalla Pro Loco di Viterbo, la gran parte dei cristiani viterbesi non solo ha tollerato, ma ha anche capito e probabilmente condiviso divertita la vignetta. Anzi: perché non pensare anche ad un presepe composto solo da pecore? Gesù è l’Agnello di Dio e tutti gli altri fanno parte del Gregge del Signore…
In realtà l’estremismo e il fondamentalismo non albergano quasi più tra i cristiani e segnatamente tra i cattolici che anzi, se non in Italia certo altrove – e neppure troppo lontano da noi – sono oggetto di vere e proprie persecuzioni. Lasciamo stare il Medio Oriente: ha fatto notare qualche anno fa il sociologo Philip Jenkins che nei confronti dei cattolici il politically correct non si applicherebbe, verso di loro si può esprimere qualsiasi forma di odio e sarebbe lecito offenderli senza tema nella loro sensibilità.
Faccio un esempio: durante le manifestazioni cattoliche “Sentinelle in piedi” (su cui si può discutere, ma che in democrazia sono del tutto lecite) i partecipanti sono stati male apostrofati da taluni avversari, senza che costoro fossero denunciati, dalle autorità e dall’opinione pubblica democratica, come sarebbe avvenuto se l’intolleranza fosse stata espressa verso un gruppo di ebrei.
Terzo punto. L’ innocente episodio di cui parliamo, che soprattutto dovrebbe farci sorridere con un pizzico di complicità, in realtà cela un grande significato: ci permette infatti di rallegrarci – e per chi ci crede di ringraziare Dio – perché viviamo in una civiltà occidentale democratica, tollerante e pluralista, ingiustamente vituperata da qualche nostalgico di regimi d’ogni colore e confessione.
Infatti, se i nostri amici cinofili della Pro Loco viterbese vivessero in certi paesi affacciati sul nostro stesso mare Mediterraneo – per la cui cultura comunque si chiede rispetto- avrebbero già perduto la testa. E non esattamente per un grazioso chihuahua.
Francesco Mattioli
Articoli: “Natale non fa rima con animale” – La Proloco: “Bersagliati da messaggi intrisi di odio e violenza… “
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