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Sport - Così l'assistente arbitrale Cinzia Carovigno durante la sua visita alla sezione Aia Viterbo

“Non lasciatevi condizionare dagli errori e dai giudizi degli altri”

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L'assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

L’assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

L'assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

L’assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

L'assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

L’assistente arbitrale Cinzia Carovigno a Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  “Non lasciatevi condizionare dagli errori e dai giudizi degli altri”.

Questo il messaggio lanciato ieri pomeriggio, venerdì 12 dicembre 2014, dall’assistente arbitrale internazionale Cinzia Carovigno, durante una riunione tecnica organizzata dalla sezione viterbese dell’Aia.

Da giovanissima Cinzia Carovigno pratica l’atletica leggera, prima i 400 metri ad ostacoli e poi il salto con l’asta, ma un infortunio al malleolo le impedisce di continuare.

“Al campo di allenamento – ha ricordato – venivano anche gli arbitri e loro mi hanno spinto a frequentare il corso. Non ero appassionata di calcio, ma ho deciso di provare lo stesso. Capita che ci mettiamo in testa un obiettivo ma la vita poi ci porta da un’altra parte e bisogna cogliere l’occasione al volo. Volevo fare atletica leggera e invece mi ritrovo a svolgere il ruolo di assistente arbitrale in Lega Pro e in ambito internazionale. L’atletica è uno sport singolo come l’arbitraggio, entrambi mi hanno formato ancora di più il carattere”. Cinzia è molto attaccata alla sua terra d’origine. Per studio e per lavoro sono stata in molte città – ha ricordato – Bologna, Pisa, Treviso e infine Milano dove svolgo la professione di avvocato, ma sono rimasta sempre effettiva alla sezione Aia di Potenza.

Credo nei valori dello sport – ha detto la Carovigno ai fischietti viterbesi – nello spirito di sacrificio, la passione e la forza di volontà. Questo mi consente di sostenere la pressione alla quale sono sottoposti arbitri e assistenti. Novanta minuti con la paura di sbagliare e ogni volta devi decidere in una frazione di secondo.

L’assistente viene valutato sui singoli episodi, la concentrazione deve essere sempre al massimo e a fine partita ho una grande stanchezza mentale. Non dobbiamo lasciarci condizionare da eventuali errori commessi – ha concluso tra gli applausi dei colleghi – e nemmeno dal giudizio degli altri. Dobbiamo stringere i denti e andare avanti, cercando di dare sempre il massimo”.

Al termine della riunione, alla quale ha partecipato anche la fisioterapista dell’Aia Patrizia Passini di Ronciglione, il presidente della sezione arbitri di Viterbo Luigi Gasbarri ha consegnato a Cinzia Carovigno una riproduzione della macchina di Santa Rosa.

Aia, associazione italiana arbitri, sezione di Viterbo

 


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13 dicembre, 2014

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