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Viterbo - E' la convenzione in atto tra Università della Tuscia, Provincia e carcere di Mammagialla

Orto botanico per il reinserimento sociale dei detenuti

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Mascolo, Moscatelli, Ruggieri, Meroi

Mascolo, Moscatelli, Ruggieri, Meroi

Il rettore Alessandro Ruggieri

Il rettore Alessandro Ruggieri

Teresa Mascolo, direttrice del carcere di Viterbo

Teresa Mascolo, direttrice del carcere di Viterbo

Il presidente della Provincia, Marcello Meroi

Il presidente della Provincia, Marcello Meroi

Alessandra Moscatelli

Alessandra Moscatelli

Monica Fonk

Monica Fonck, curatrice dell’orto botanico

Giorgio Chioccia

Giorgio Chioccia

Teresa Mariotti

Teresa Mariotti

Viterbo – (e.c.) – Un progetto per aiutare l’Orto botanico e reinserire i detenuti nella società.

Si tratta della convenzione triennale tra Università della Tuscia, Provincia e carcere di Mammagialla che è stata illustrata stamattina dal rettore, Alessandro Ruggieri, la direttrice generale Alessandra Moscatelli, il presidente della Provincia Marcello Meroi e la direttrice del carcere Teresa Mascolo.

“E’ un accordo importante fra tre enti – spiega Ruggieri -. Il nostro orto botanico è una realtà importante ma è in sofferenza. Quindi è stato coinvolto il carcere per sopperire all’esigenza di natura operativa dell’orto e favorire allo stesso tempo il reinserimento sociale per i detenuti”.

Gli fa eco la direttrice generale, Moscatelli.

“E’ l’unione di un capitale umano per produrre cose positive sul territorio -spiega -. E’ un aiuto all’orto e un aiuto sociale. E per fare questo la Provicnia ci ha fornito gli strumenti necessari”.

“Come provincia – dichiara Meroi – crediamo all’attenzione per il nostro territorio e non possiamo non essere presenti. Abbiamo sempre ritenuto importante il reinserimento sociale. E’ un bene per il recupero della popolazione carceraria”.

Il progetto si svolge sotto forma di tirocinio formativo dalla durata di 6 mesi.

Al momento sono coinvolte due persone, di origine rispettivamente albanese e romena, ma la speranza è quella di poter andare avanti e coinvolgere altri detenuti.

“La durata dell’esperienza è di 6 mesi e i detenuti percepiscono un’indennità di 400 euro mensili – afferma Teresa Mascolo -. L’entusiasmo delle persone al momento coinvolte sta contagiando gli altri e molti stanno chiedendo di farne parte perché è un modo per riscattarsi e reinserirsi nella società”.

I due detenuti lavorano da un mese e sono già molte le cose di cui si occupano.

“Hanno conosciuto – spiega la curatrice dell’orto botanico Monica Fonck – la realtà dell’orto botanico. Li abbiamo sentiti sempre più entusiasti. Si occupano di manutenzione, potatura, serre e stanno imparando la gestione di piante particolari”.

“Il progetto sta andando oltre ogni aspettativa – afferma Giorgio Chioccia (Orto botanico) -. In un momento così difficile siamo riusciti ad accendere una piccola fiammella di speranza”.

Le persone scelte per iniziare questo progetto avevano già operato nel settore.

“Hanno avuto già esperienza nel settore agrario all’interno del carcere quindi sono già prediasposti – spiega Teresa Mariotti (servizio sociale Mammagialla) -. Hanno anche già avuto dei permessi premio. Si sono subito adoperati per la struttura e sia aiutano a vicenda nel lavoro”.

Alla fine del progetto avranno in mano un attestato da giardiniere.

 


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2 dicembre, 2014

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