Viterbo – Facchini di santa Rosa tutti d’un sentimento con i “colleghi” della provincia che trasportano Macchine a spalla.
Ieri era la prima riunione volta dal Sodalizio alla chiesa della Pace.
Per conoscersi e gettare le basi di una rete a livello provinciale, dare forza, far crescere realtà e tradizioni della Tuscia.
“Scopo dell’iniziativa – ha detto il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini – se sarete d’accordo, è mettere insieme una rete della macchine portate a spalla, con un unico campanile: la fede e la passione.
Ringrazio tutti, sono onorato che molti abbiano percorso tanti chilometri per essere presenti al primo incontro”.
Da Vasanello a Tarquinia, passando per Vallerano, Sutri, Tuscania, quindi Ronciglione e le realtà cittadine dei comitati Pilastro, Pianoscarano, Centro Storico, Santa Barbara, Admo, Avis, Take Off.
Una prima iniziativa, ne seguiranno altre a breve, intanto i rappresentanti e quelli che vorranno unirsi inizieranno a lavorare a una sorta di statuto. Aperto.
Un’idea però a Mecarini è già venuta. Tanto per essere da subito operativi.
“Un manifesto – spiega Mecarini – una sorta di calendario di tutti gli appuntamenti in ordine cronologico da diffondere in tutta la provincia e far conoscere ancora di più queste feste”.
Sarebbe già un inizio. Perché esistono tradizioni nella Tuscia che meritano d’essere apprezzate e conosciute ancora di più.
“Dobbiamo superare i campanilismi – spiega Mecarini – il riconoscimento Unesco al trasporto della Macchina di santa Rosa è un esempio.
Eravamo partiti in cinque, c’era pure Gubbio. Poi si sono tirati indietro per andare da soli e il loro progetto non è stato nemmeno ammesso. La rete è vincente.
Noi possiamo costruire a un qualcosa che funga da scambio d’idee, iniziative che siano d’aiuto a tutti”.
Un libro aperto, che tutti i partecipanti potranno riempire di contenuti.
“In questo momento – osserva il capo facchino Sandro Rossi – serve una spinta, cerchiamo di darcela noi. Mettendoci reciprocamente a disposizione di tutti.
Guardate singolarmente quello che ciascun’associazione riesce a fare nella propria realtà. Immaginate unire le forze, insieme chissà cosa potremmo riuscire a fare”.
Passate le feste, il secondo incontro.
Parise Marracci ieri sera ha raccontato della festa di San Lanno a Vasanello, quindi Gianfranco Quattrini della processione storica della Madonna della Trinità a Viterbo, un’antica tradizione che oggi deve fare i conti con strade piene di buche, come via Ascenzi o via Cairoli: “Ai miei – spiega Quattrini – dico sempre, guardate per terra”.
Al microfono anche Diego Terzoli per la minimacchina di Santa Barbara. Manlio Albertini da Tarquinia ha ricordato la processione del Cristo Risorto, una statua da 600 chili portata a spalla in otto.
Quindi il Comitato centro storico con Alfredo Fazio e quello del Pilastro, con il capo facchino Pino Loddo.
A Sutri c’è il Sodalizio per Santa Dolcissima, presente Antonio Tosi, mentre a Tuscania Arnaldo Veruschi ha ricordato la festa della Madonna Addolorata, cinque processioni in cui sono portate, in due la Madonna Addolorata, in due quella di Lourdes e in una quella del Rosario.
Un rappresentante anche da Vallerano, per san Vittore e da Ronciglione Giovanni Piferi per i conduttori di San Bartolomeo.
Silvio Cappelli dell’associazione Take Off ha ricordato l’appuntamento del 13 dicembre alla chiesa di san Francesco. Sarà eseguito l’inno ritrovato a santa Rosa, del 1963 e collocata una copia della Pietà, nel posto suo originario.
Quindi hanno preso la parola Luigi Mechelli dell’Avis, Giovanni Cionfi, associazione Pilastro, Paola Massarelli dell’Admo e Paolo Bracaglia, comitato festeggiamenti Pianoscarano.
La squadra c’è. Si può partire.
Giuseppe Ferlicca
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