Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,
La ringrazio per l’attenzione che ha voluto dedicarmi conferendomi il titolo di personaggio dell’anno di Palazzo dei Priori. Questo genere di iniziative aiutano noi amministratori a non prenderci troppo sul serio cosa che rischiamo di fare qualche volta.
Riferendomi alla commissione che ha esaminato la delibera sulle ricognizione delle partecipate di qualche giorno fa, ribadisco e rivendico il contenuto di quell’atto e le spiego perché:
1. La legge ha imposto ai comuni di provvedere alla ricognizione delle partecipate a partire dell’anno 2007, ad oggi le amministrazioni che si sono susseguite non hanno provveduto, sono passati 7 anni, chiediamoci il perché e non volendo rubare lavoro a nessuno credo che questa sia una notizia;
2. La nostra amministrazione in linea con quanto riaffermato dal governo Renzi nella legge di stabilità, inserisce nella relazione al bilancio di previsione questo impegno poi mantenuto con la proposta di deliberazione da voi citata;
3. Il Centro merci Spa di cui il comune di Viterbo fa parte ha dato vita negli anni passati ad una Srl di gestione del centro merci che, non sappiamo se autorizzata formalmente dal comune stesso o meglio dal consiglio comunale unico organo titolato ad autorizzare la partecipazione dell’ente ad una nuova società, seppur strumentale. Ad oggi per come si configura la Srl dell’Interporto di Orte non trova conforto nelle disposizioni vigenti in materia di società partecipate a supportare questo troviamo la decisione della Regione Lazio di uscirne. La partecipazione della nostra amministrazione comunale come di tutti gli enti pubblici soci all’Srl, alla luce della normativa esistente, ad oggi potrebbe risultare non conforme vista la finalità gestionale che si è data pertanto non può essere definita strategica per l’ente.
4. La Centro merci Spa ha un capitale a prevalenza pubblico anche se il cda della stessa competente per gli indirizzi strategici e per la verifica ed il controllo della Srl è a prevalenza privato con la mancata rappresentanza del comune capoluogo socio fondatore. Ad oggi non risulta che il comune di Viterbo abbia potuto eseguire un controllo analogo sulle spese e sulle procedure della srl ne tantomeno se la 5 commissione abbia potuto svolgere i compiti d’istituto ad essa affidati in merito.
5. In questo contesto è evidente che il comune debba garantire il rispetto delle leggi e delle normative vigenti ma è anche chiamato a garantire ai propri cittadini che le risorse pubbliche nelle società partecipate siano utilizzate con trasparenza ed efficacia. Questo è un obbligo per l’amministrazione. La giunta sottopone la delibera in questi termini e in questo quadro normativo al consiglio dove tutti i membri della precedente amministrazione potranno aiutarci a capire se le autorizzazioni sono state date e se i controlli sono stati effettuati e se la quinta commissione ha espresso le proprie opinioni nel merito dei bilanci della Spa e dell’Srl.
Di fronte a questo obbligo di legge ciascuno di noi liberamente e secondo coscienza esprimerà la propria opinione rammentando come spesso sostiene il presidente Renzi che i soldi pubblici devono produrre solo e soltanto bene comune. La proposta di vendere la quote della Spa lontana dalla nostra volontà sarà l’estrema e ultima ratio qualora la Spa non consenta all’ente locale il rispetto della normativa vigente nonché l’applicazione completa della legislazione sulla trasparenza, sul controllo analogo e sulla normativa anticorruzione che devono applicarsi, come gli ultimi fatti di Venezia, Roma e Milano dimostrano, anche alle società partecipate.
Concludendo le vorrei chiedere, se non lo trova pretenzioso, di attribuirmi anche il titolo di : “prendo le cose di petto e le porto fino in fondo soprattutto quando al cambiamento della città si frappongono interessi difficilmente definibili generali”. Ci terrei molto.
Auguri di buon 2015 a lei, ai suoi collaboratori e ai lettori di Tusciaweb.
Luisa Ciambella
Vicesindaca di Viterbo
Che dire, di fronte a una giunta che per molti versi sembra vivere in un continuo senile dormiveglia, non può che fare piacere uno scatto d’orgoglio. Soprattutto se veramente si tratta di andare nel senso della chiarezza e della trasparenza. E quindi il titolo non può non essere assegnato, magari semplificandolo un po’ così: “Prendo le cose di petto e le porto fino in fondo nell’interesse generale”.
Badi bene però vicesindaca che un titolo del genere comporta più oneri che onori. E magari può portare in rotta di collisione con vecchi politici che hanno ricoperto e ricoprono cariche importanti anche a livello nazionale, senza che si siano accorti di aver iniziato a perdere colpi. Lei ha il coraggio, nell’interesse generale, non di uccidere padre e madre, ma di prendere le distanze, quando serve, da chi sembra non capire più la realtà locale e non solo?
Ogni riferimento a Fioroni è ovviamente voluto.
Auguri anche a lei e alla giunta di cui fa parte. Speriamo che il prossimo anno ci porti qualche positivo cambiamento per la città e per la nazione.
Carlo Galeotti
– Una Ciambella di salvataggio di Giuseppe Ferlicca
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