Viterbo – (f.b.) – Addio al vitalizio.
Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha deciso di non percepire la minipensione di circa 600 euro che spetterebbe a tutti i consiglieri regionali dal 65esimo anno di età in poi, per sempre.
Come lui hanno fatto circa il 50% dei consiglieri della Pisana, utilizzando la recentissima norma introdotta dallo stesso consiglio regionale attualmente in carica.
“Questa legge – spiega Valentini – dà la possibilità ad ognuno di noi di rinunciare alla contribuzione che serve ad accantonare la somma che possiamo percepire quando raggiungiamo i 65 anni. Si tratta di circa 680 euro al mese ora e, una volta arrivata l’età giusta, circa 600 euro”.
La Regione Lazio, dopo aver abolito i vitalizi più consistenti che potevano addirittura essere percepiti a 50 anni, ha optato per questo sistema che riduce sia il periodo che la somma da far arrivare nelle casse dei consiglieri in pensione.
“Ho rinunciato – spiega Valentini – perché mi sembrava una cosa più che giusta. Ho la mia pensione da professore universitario e credo che quella basti. Non sono contrario in modo assoluto ai vitalizi e alle pensioni per chi si occupa di politica, perché ci sono persone, ad esempio liberi professionisti, che per dedicarsi a questa attività perdono dei soldi per molto tempo. Ma non è il mio caso e quindi ho deciso così”.
Una decisione, quella di Valentini ma anche di molti altri suoi colleghi, che vuole essere un segnale positivo nei confronti dei cittadini.
“Non sono cifre da capogiro – aggiunge il capogruppo di Per il Lazio – ma è la dimostrazione che stiamo facendo un passo indietro e che vogliamo provare a costruire una politica seria e sobria. Una politica più austera, in confronto, tanto per fare un esempio, a quella che sta emergendo dalle tante inchieste che coinvolgono gli amministratori a più livelli e, in particolare nel nostro caso, i consiglieri regionali della passata legislatura, con le indagini della Procura di Rieti”.
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