Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio presidente
Amministrare un comune, seppure con l’esperienza di un sindaco alla quarta legislatura, è divenuto frustrante e insostenibile. Non ci sono più i presupposti per garantire una vita normale e sicura ai cittadini e neppure per andare incontro a un disagio sociale divenuto drammatico. Il ruolo di sindaco, e lei lo ha ricoperto, è stato relegato a quello di esattore, esecutore e scudo umano.
La situazione venutasi a creare al Comune di Vetralla, che per altro non è dissimile da quella di tanti altri comuni, è la conseguenza di tagli, tasse e imposte introdotte prima dal Governo Monti, poi dal Governo Letta, oggi dal Governo da Lei presieduto.
Comprendo le mille e più ragioni che hanno indotto a manovre sicuramente non facili, ma quella di caricare famiglie e imprese di nuovi sacrifici, tassando beni improduttivi, come la casa e i terreni agricoli, sono scelte non condivisibili.
Il lavoro è stato brutalmente distrutto, la disoccupazione è ai livelli di guardia, l’aggressione dei mercati che operano in assenza di regole è sempre più massiccia, i provvedimenti per il rilancio dell’economia sono privi di effetto, la competitività dell’azienda Italia si è affievolita. Con una azione corale di tutti i sindaci della Provincia di Viterbo abbiamo denunciato numerose criticità, ricevuti al Viminale dal Sotto Segretario On.le Giampiero Bocci, è trascorso più di un anno e le cose non sono migliorate.
La invito a venire presso il Comune di Vetralla così si renderà meglio conto degli effetti prodotti dalle manovre che sono state poste in atto per risanare le esagerazioni della gestione politica e burocratica dello Stato, della ricaduta negativa sulle classi sociali più deboli e dello sconquasso provocato all’economia reale.
Qualcuno deve pure dirmi dove prendere le risorse per la manutenzione delle strade, per il consolidamento delle Mura Castellane, la messa in sicurezza delle scuole, dei corsi d’acqua, tutte opere gigantesche per un Comune che si è visto applicare, oltretutto, tagli lineari ingiustificati relativi ai piani di zona.
Concludo con l’auspicio di essere convocato per meglio rappresentarLe “cosa accade al “fronte”, come si farebbe con un “soldato di prima linea”. Un tentativo ulteriore per poter dire “ho fatto di tutto”, da uomo che si è speso per la Città dove è nato, dove vive, dove lavora. E degli esempi che dà la politica c’è da vergognarsi ogni giorno, e se le dimissioni non suonassero come una resa e fossero utili a risolvere i tanti problemi del nostro paese le avrei già date.
Sandrino Aquilani
Sindaco di Vetralla
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