Viterbo – La crisi c’è e si sente anche nella Tuscia, ma fra il 2010 e il 2013, se agricoltura, edilizia, manifatturiero hanno fatto registrare pesanti passi indietro, c’è un settore che a Viterbo non ha risentito in modo particolare del difficile momento economico ed è quello turistico, alloggi e ristorazione.
E’ la conclusione dello studio voluto dal Pd sull’economia della Tuscia, per l’ultimo della serie d’incontri #hoacuore, durante il quale il consigliere regionale Enrico Panunzi ha puntato il dito contro la lentezza delle procedure per completare la Orte – Civitavecchia, arteria indispensabile per lo sviluppo economico del territorio. Va riformata la pubblica amministrazione.
Elaborato dall’Università della Tuscia, lo studio mette in evidenza come Viterbo segua la crisi nazionale, con qualche differenza.
“L’agricoltura – osserva Cecilia Silvestri, ricercatrice Unitus – ha subito nel triennio il decremento maggiore (-7,1%), in particolare nell’alta Maremma e alta Tuscia.
Il commercio vede un incremento dell’1% e per alloggi e ristorazione un passo in avanti dell’11%”.
Lo studio suddivide il territorio in zone e per il turismo, quella che fa registrare il passo in avanti più grande è la valle del Mignone (+23%).
L’andamento delle imprese va di pari passo con il numero degli addetti. Calo del 15,8% nell’agricoltura, -7,6% nel manifatturiero, -10,9% per le costruzioni, mentre alloggi, mentre ristorazione e alloggi segnano un +14,4%.
“L’agricoltura – osserva Silvestri – è il settore più importante per la Tuscia e gode di prodotti tipici locali con certificazioni. Farla incontrare con il turismo può aiutare ancora la crescita di quest’ultimo settore.
Ma al tempo stesso pure il turismo che può incentivare il settore primario. Facendo conoscere prodotti tipici, nasce la curiosità di sapere dove sono prodotti. Una collaborazione di reciproco aiuto”.
Nella Tuscia la popolazione è in crescita del 3,5%, unica eccezione la zona dei Cimini.
Sul fronte stranieri, l’area preferita è l’agro Falisco (26,9% del totale), monti Cimini (22,4%) e Viterbo (19,4%).
Le imprese attive nella Tuscia sono 37mila796, di cui il 30% in agricoltura, commercio 22,2%, costruzioni 13,9%.
Di 69.973 addetti, il 14% è nel settore agricolo, dove il 90,5% delle imprese sono individuali, forma scelta in preferenza anche nel manifatturiero, costruzioni e commercio.
Al segretario provinciale Andrea Egidi l’introduzione, mentre nel suo intervento, Alessandro Mazzoli è tornato sull’esigenza di potenziare le infrastrutture.
“Non solo perché i disagi sono a livelli intollerabili – osserva Mazzoli – ma perché diversamente il divario fra Roma e Viterbo è destinato ad allargarsi”.
Il completamento della Trasversale è la priorità. Ma tra il dire e il cantierare i lavori, c’è di mezzo il mare della burocrazia.
“La precedente giunta regionale – precisa il consigliere regionale Enrico Panunzi – aveva onorato l’impegno di stanziare il 10 per cento dei fondi per aprire le buste e assegnare il tratto fino a Monte Romano. L’Anas non lo ha fatto perché chiedeva garanzie. Non si fidava.
A gennaio 2014 è stata sottoscritta la fideiussione e solo dopo nove mesi sono state aperte le buste. Il primo aggiudicatario non era congruente. Si è passati ai successivi e cos’è successo? Gli altri hanno fatto ricorso al Tar. Di questo passo, quando aprirà il cantiere?
Stiamo parlando del tratto per arrivare a Monte Romano.
Ecco perché di tutte le riforme, quella necessaria è quella della pubblica amministrazione, per snellire i processi.
Altrimenti per altri quarant’anni continueremo a parlare a vuoto. Se un’opera conosce questi tempi, non ne veniamo a capo”. Non si riesce ad avanzare di un metro, nonostante l’importanza dell’arteria, non solo per la Tuscia.
“Perché con la Superstrada ultimata – precisa l’assessore comunale Alvaro Ricci – Viterbo diventerà città portuale e non aeroportuale. Archiviamo il passato.
Viterbo deve fare rete con il territorio circostante. Domani ospiteremo i sindaci di Civitavecchia, Terni e Rieti per far ripartire il consorzio fra i comuni.
E’ importante il lavoro che stiamo portando avanti con il progetto Civiter.
Il primo cittadino di Civitavecchia Cozzolino è convintissimo nell’aderire e far funzionare l’unione fra enti vicini”.
All’incontro anche Paolo Ornelli, capo segreteria dell’assessore regionale Fabiani, con l’intervento di Giuseppe Crea (Federlazio), mentre Manuela Benedetti ha ricordato come con la presentazione dello studio si chiude la prima fase d’incontri che riprenderà con il nuovo anno e altri tre appuntamenti, uno dei quali per parlare di riforme insieme al ministro Orlando.
Giuseppe Ferlicca
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