Viterbo – C’è un po’ di Viterbo nel monumento del coraggio agli “eroi di Wikileaks”.
Il progetto è dello scultore viterbese Davide Dormino. Quarantun anni. Insegnante alla Rome University of Fine Arts (Rufa).
Si chiamerà “Anything to say?” – “Niente da dire?” e riprodurrà, a grandezza naturale, Julian Assange, Edward Snowden e Bradley Manning in piedi su una sedia. Ma le sedie saranno quattro: tre per gli attivisti di Wikileaks e una vuota. A simboleggiare l’irrinunciabile contributo degli informatori da un lato e dei fruitori dall’altro. Perché una comunicazione senza pubblico è come un fiume che non raggiunge il mare. E se chi ha diffuso quei dati strettamente riservati ne paga ancora il prezzo, il compito di chi legge, guarda o ascolta non è da meno: deve seguire l’esempio. Prendere posizione. Unirsi alla causa della verità. Quindi, salire in piedi sulla quarta sedia.
Chiunque potrà farlo liberamente. L’opera di Dormino vuole rendere omaggio al coraggio e darne a chi ha paura di averne. Ma è anche un inno alla libertà di espressione e di informazione. E’ in nome di questi ideali che Snowden ha diffuso informazioni su programmi di sorveglianza di massa segreti e Assange più di 250mila documenti diplomatici confidenziali passati da Manning. “Vita significa scelta – dice il suggestivo spot promozionale dell’opera -. Assange, Snowden e Manning hanno fatto una scelta e hanno pagato per questo”.
La quarta sedia è “la vostra – si legge sul sito web dedicato alla scultura -: quella che vi permetterà salendoci di raggiungere i tre uomini, Chelsea/Bradley Manning, Julian Assange e Edward Snowden, che hanno avuto il coraggio di rendere pubbliche le informazioni fino ad allora accessibili solo a quelli che pensavano di non dover rendere conto a nessuno. Questi tre uomini ci hanno mostrato il cammino rischiando la loro vita”.
L’idea nasce dall’incontro tra Dormino e il giornalista e scrittore americano Charles Glass, da sempre in prima linea nella lotta per la libertà di stampa. L’opera sarà realizzata in una fonderia a Pietrasanta, in Toscana. Lo stesso Assange sostiene il progetto: da Twitter ha lanciato un appello affinché siano fatte donazioni per realizzare il “monumento al coraggio”.
“Questa scultura simbolo del coraggio viaggerà di città in città – annuncia il sito di “Anything to say?” – per sensibilizzare gli uni e gli altri sull’ingerenza generalizzata nella nostra vita privata, sulla disinformazione controllata dai governi degli stati e al nostro diritto di sapere”.
Ma per camminare sulle sue gambe, “Anything to say?” ha bisogno di 100mila sterline. Della raccolta fondi si sta occupando il grande amico e collaboratore di Assange Vaughan Smith. Per finanziare il gruppo bronzeo della libertà è partita una poderosa campagna di crowd-funding dal sito Kickstarter, dalla pagina dedicata all’opera (Anythingtosay.com) e da tutti i social network. La donazione è totalmente libera, in pieno accordo con la filosofia del progetto.
Anche Dormino sale sulla sedia, nello spot promozionale dell’opera. Che termina con un invito: “Sii coraggioso, perché il coraggio è contagioso”.
Stefania Moretti
Multimedia: Fotocronaca – slide – Video: “Sii coraggioso, perché il coraggio è contagioso…”
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